Il match report certifica un Pisa aggressivo e propositivo: 13 tiri totali, 8 nello specchio e tanti palloni giocati in area. Tramoni è il simbolo della crescita, mentre resta da sistemare una difesa che concede troppo rispetto a quanto la squadra produce.

SEGNALI POSITIVI NELLA PRODUZIONE OFFENSIVA – Il match report racconta un Pisa diverso dal solito, soprattutto nei numeri offensivi. Al Bluenergy Stadium la squadra di Gilardino chiude con 13 tiri totali e 8 nello specchio, a fronte dei soli 2 dell’Udinese. Un dato netto, che fotografa una produzione offensiva continua e più pulita rispetto ad altre uscite, dove le occasioni erano spesso sporche o episodiche. Stavolta il Pisa arriva tante volte dentro l’area: 12 tiri da dentro i sedici metri, contro i 6 dei friulani, e una presenza costante negli ultimi trenta metri, confermata anche dai 10 passaggi chiave complessivi.

TRAMONI – Dentro questo quadro, la partita di Tramoni emerge in modo chiaro anche nei dati. Due tiri, entrambi nello specchio, un gol, 2 passaggi chiave, 11 passaggi riusciti nell’ultimo terzo e 4 recuperi: numeri che certificano una prestazione totale, non solo esteticamente brillante. È lui il riferimento del gioco, quello che riceve tra le linee e accende la manovra. Non a caso il Pisa cresce quando il pallone passa dai suoi piedi e quando riesce ad alzare il baricentro per sostenerlo.

POSSESSO E STATISTICHE – Il dominio nerazzurro si legge anche dal confronto complessivo. L’Udinese tiene più possesso, ma è un possesso spesso sterile: 304 passaggi riusciti contro i 231 del Pisa, ma con meno incisività. Il Pisa, invece, verticalizza di più e meglio: 103 palloni giocati in avanti riusciti, con una ricerca costante della profondità. I 8 corner a favore contro i 3 dei friulani sono un altro segnale di pressione continua, così come i 36 cross tentati, con Angori e Tramoni protagonisti sulle corsie.

TERRITORIALITA’ – Dal punto di vista territoriale, i dati sul baricentro spiegano bene l’andamento del match. Nel primo tempo il Pisa tiene un baricentro molto alto, oltre i 55 metri, segno di una squadra che non aspetta ma prova a comandare. Nella ripresa, pur abbassandosi leggermente, resta compatto e corto, con una lunghezza media simile a quella dell’Udinese, ma con una maggiore ampiezza, soprattutto a sinistra. È lì che nascono le azioni più pericolose, compresa quella del 2-2.

TANTA CORSA E CHILOMETRAGGIO – Anche le prestazioni fisiche vanno nella stessa direzione. Il Pisa percorre 114,8 km complessivi, più dell’Udinese, e piazza diversi uomini nei primi posti per intensità e sprint. Angori, Moreo e Tramoni sono tra quelli che macinano più strada, mentre Meister fa registrare il picco di velocità più alto tra i nerazzurri. Sono numeri che raccontano una squadra viva, che regge il ritmo e cresce col passare dei minuti.

LA FASE DIFENSIVA – A fronte di un dominio offensivo così evidente, la fase difensiva concede troppo. Due gol subiti su palla inattiva e rigore, una gestione non sempre pulita dei duelli in area e almeno un’occasione clamorosa concessa nel finale. I dati parlano di sole 2 occasioni da gol create dall’Udinese, ma entrambe sfruttate, mentre il Pisa, pur creando di più, deve ancora migliorare nella conversione.

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Michele Bufalino
Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Ex collaboratore de "La Nazione" di Pisa fino a marzo 2025. Scrivo anche per Qui News Pisa e collaboro con Punto Radio.