Il confronto con Hiljemark ci sta dicendo che, con gli stessi avversari, la squadra ha registrato, per il momento, meno sconfitte e una difesa più solida con Gilardino. Numeri per la verità simili, ma che ci dicono due cose: Uno, la sterzata per ora non è arrivata, due che i difetti e limiti tecnici sono oggettivi. Per ora il tecnico resta al comando, ma diventeranno determinanti le prossime partite anche per il futuro dell’allenatore e la conferma per la prossima stagione.
STESSI AVVERSARI , RISULTATI DIVERSI – Gli stessi avversari, ma risultati diversi. Il confronto tra Alberto Gilardino e Oscar Hiljemark, sulla panchina del Pisa, sta dicendo cose precise. Prendiamo Otto partite per uno, otto per l’altro. Un campione identico che permette di mettere a confronto diretto rendimento e risultati. E il dato che emerge è chiaro: con Gilardino il Pisa ha fatto meglio. Anche se di pochissimo
GILARDINO VS HILJEMARK – Cinque punti conquistati contro i quattro dell’attuale gestione, con lo stesso numero di gol segnati, quattro, ma con una tenuta difensiva più solida: 13 le reti subite con Gilardino, 15 con Hiljemark. La differenza più evidente è però nel bilancio complessivo. Gilardino ha evitato il tracollo in diverse occasioni, raccogliendo pareggi contro Verona, Fiorentina e Milan e riuscendo anche a pareggiare contro Cagliari e Torino. Hiljemark, invece, ha vinto una sola partita, contro il Cagliari, ma ha incassato sei sconfitte in otto gare. Un dato che pesa e che fotografa un rendimento più fragile, soprattutto nei momenti chiave delle partite.
I RISULTATI – Anche il confronto diretto sulle stesse sfide evidenzia le differenze. Contro il Milan, ad esempio, si passa dal 2-2 di Gilardino all’1-2 di Hiljemark. Con la Fiorentina dallo 0-0 allo 0-1 a Firenze. Contro il Bologna dal pesante 0-4 si arriva comunque a una sconfitta più contenuta, 0-1, ma sempre senza punti. E poi le cadute più nette: il 5-0 di Como e il 4-0 contro la Juventus, che incidono sul bilancio complessivo e sul morale della squadra, mentre le stesse gare all’andata erano andate comunque male, ma con risultati (3-0 e 2-0) meno impattanti. Dove meglio ha fatto Hiljemark è contro il Cagliari, dov’è arrivata una vittoria per 3-1. Il dato finale resta quello dei punti e della continuità. Con Gilardino il Pisa aveva costruito una base più stabile, pur tra limiti evidenti. Con Hiljemark la squadra ha trovato una vittoria, ma ha perso compattezza e continuità e soprattutto ultimamente ogni partita sembra un esperimento. Sensato, se con la mente rivolta al prossimo campionato, ma comunque sempre un esperimento, un percorso di conoscenza della squadra.



