E allora sì, è un derby che mette paura, ma è anche una possibilità. Firenze ha pressioni enormi addosso, deve vincere per forza quanto i nerazzurri, e spesso è proprio quando l’altro è chiamato all’obbligo che può nascere una crepa. Per quanto alcuni fiorentini abbiano snobbato i pisani sui social, il derby lo sentono eccome. Il Pisa invece non ha più nulla da perdere deve entrarci dentro con tutto quello che ha, lasciare da parte ciò che non funziona e tenersi stretti quel poco che oggi fa la differenza: compattezza, sacrificio, fame.
Nessuno chiede miracoli, ma identità. Nessuno pretende bellezza, ma coraggio. Questa squadra, nonostante tutto, ha ancora la possibilità di ribaltare una stagione che sembra scritta. E un derby, soprattutto questo derby, non è mai una partita qualsiasi: pesa per la storia, per la città, per tutto ciò che unisce e divide queste due comunità da secoli.
Andando al campo, il Pisa arriva al Franchi con in porta ancora Nicolas, con Scuffet fuori e Semper in panchina. Hiljemark confermerà con ogni probabilità il 3-4-2-1 visto nelle ultime gare, affidandosi al terzetto Canestrelli–Caracciolo–Bozhinov. A centrocampo resta aperto il ballottaggio sulla sinistra tra Angori e Leris, mentre davanti Tramoni dovrebbe partire fuori: spazio a Iling-Junior e Moreo alle spalle dell’unica punta, con Stojilkovic favorito su Durosinmi e Meister.