In una serata difficile, segnata dal risultato e da tante ombre, il Pisa si aggrappa agli unici due segnali positivi della gara con il Como. Il ritorno in campo di Tomas Esteves e l’esordio dal primo minuto di Francesco Coppola, due storie diverse che però ci possono parlare del futuro.
ESTEVES – Per Esteves è una giornata che vale più di qualsiasi risultato. Il 2 Agosto 2024, nell’amichevole estiva Pisa-Inter, il portoghese si era fermato per la rottura completa del tendine rotuleo del ginocchio sinistro. Una diagnosi pesantissima, nove mesi di prognosi che in realtà diventano quasi un anno fuori dal campo. Salta tutta la stagione, rientra gradualmente, si rivede in ritiro a Morgex e poi, il 6 Gennaio 2026, torna finalmente a calcare il campo in una partita ufficiale. Minuti, dopo una lunga attesa. È una nota lieta, soprattutto sul piano umano. Ora resta solo da capire se il fisico lo assisterà e se potrà ritrovare continuità.

COPPOLA – L’altra luce arriva da Francesco Coppola. Gilardino lo lancia titolare. Il giocatore, reduce dall’infortunio estivo, risponde con una prova di personalità. Debutto in Serie A tutt’altro che banale, contro un attacco di qualità, in una gara che si mette presto in salita. Coppola resta dentro la partita, è attento in marcatura, non sembra soffrire la pressione e gioca con una maturità che non è scontata per un esordiente. Nel finale paga l’inesperienza, è vero. Prima una gestione imperfetta di una ripartenza, poi la trattenuta su Douvikas che porta al rigore chiude definitivamente la partita. Episodi che pesano sul voto, ma non cancellano quanto fatto prima. La base è solida, e non è un caso se in passato su di lui si erano mossi club come Tottenham e Lens, con il Pisa che aveva scelto di dire no. A fine gara Cesc Fabregas non ha dubbi: “Coppola ha fatto una grande partita”. Parole che valgono più di tante analisi, soprattutto se dette da un campione del Mondo.



