C’è un punto che forse più di ogni altro aiuta a capire quale sarà il futuro del Pisa. Ed è che il Pisa del domani, in realtà, è già qui. Non nascerà nelle prossime settimane e non dipenderà neppure da come finirà questa stagione. Il Pisa 2.0 esiste già da tempo ed è il club che ha preso forma con l’arrivo di Alexander Knaster, con una direzione riconoscibile e ribadita in più occasioni anche dalla società.

Il senso di questa impostazione sta soprattutto nella continuità della visione. Knaster ha acquistato un prodotto, il prodotto Pisa della famiglia Corrado da Enzo Ricci, e la visione ivi contenuta. Con tutti gli annessi e connessi. Al netto delle critiche e dei risultati negativi, che ci possono stare in un percorso quasi decennale come quello avviato nel 2016 e che ha trovato un nuovo respiro nel 2021 con il magnate russo-americano, la linea non cambia in base a una stagione negativa, non si modifica davanti alle difficoltà e non viene rimessa in discussione dal rendimento dei singoli acquisti. È una strategia (come anche quella relativa agli acquisti dall’estero che vi raccontavamo a questo link) che il proprietario ha scelto e che intende portare avanti, come dimostra anche il rinnovo concesso nei mesi scorsi a tutto il management per i prossimi tre anni. Un segnale forte, politico prima ancora che sportivo, che conferma come la rotta sia stata tracciata e non sia destinata a mutare.

L’analisi sugli acquisti dall’estero, sviluppata nei giorni scorsi, racconta proprio questo: il Pisa ha deciso da tempo di cercare fuori dai confini italiani una parte importante del proprio futuro. Magari in futuro non arriveranno profili come Meister, magari cambieranno i nomi e cambierà il livello dei giocatori individuati, ma l’impronta resterà la stessa. Il Pisa continuerà a guardare soprattutto all’estero, continuerà a cercare calciatori giovani, futuribili, patrimonializzabili, dentro una logica che rispecchia in pieno la visione del proprietario.

È questo il vero nodo. Anche se un domani dovessero cambiare dirigenti, ruoli o interpreti, cosa che non è prevista allo stato attuale, l’idea di fondo resterebbe comunque immutata. Perché è una filosofia aziendale che parte dall’alto e che si riflette su tutta la gestione sportiva. Il modello resta. E questo rende il progetto molto più profondo di una semplice scelta tecnica.

In fondo il manifesto di tutto questo è racchiuso nelle parole pronunciate da Giuseppe Corrado, nelle quali si riflette un messaggio importante e fondamentale, da non trascurare: “fare un percorso secondo quelli che sono i nostri principi che devono far crescere la società, per avere la certezza che quando risaliremo in Serie A lo faremo per rimanerci”. È una frase che fa capire quello che è l’orientamento societario. C’è l’idea del percorso, quindi del medio-lungo termine. Ci sono i principi, quindi l’identità. E c’è soprattutto il concetto di stabilità, cioè non salire tanto per farlo, ma costruire un club che una volta arrivato in Serie A abbia basi più solide per restarci. Al netto degli errori che possono esserci lungo il percorso. Alla fine si può retrocedere, ma non esiste vittoria che non passi prima da un fallimento, da una caduta, da una sconfitta.

Il Pisa, insomma, può sbagliare delle scelte, può prendere giocatori che non incidono, può attraversare stagioni più complicate di altre come quella attuale, ma non pare avere alcuna intenzione di tradire la sua traiettoria. Ed è per questo che parlare di futuro, oggi, significa in realtà leggere il presente. Il Pisa 2.0 non è una possibilità. È già il quadro dentro cui la società si muove. Ed è destinato a restare tale, perché è la traduzione pratica della volontà di Knaster. Forse anche noi pisani ci siamo abituati al dramma, quando le cose vanno male. Ma non è questo il caso.

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Michele Bufalino
Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Ex collaboratore de "La Nazione" di Pisa fino a marzo 2025. Scrivo anche per Qui News Pisa e collaboro con Punto Radio.