Marassi consegna un pareggio che non cambia niente in classifica. L’1-1 contro il Genoa nasce e finisce nel primo tempo, in una manciata di minuti che raccontano bene limiti e qualità della squadra di Gilardino. Adesso servono giocatori pronti per il tecnico, si dia una accelerata al calciomercato.

LA PARTITA, NEL SEGNO DI LERIS – Il Genoa parte meglio, prende campo e colpisce con una giocata individuale di Colombo. Il Pisa però non si spegne. Soffre, resta dentro il match e trova nel centrocampo la chiave per non sbriciolarsi. È lì che la gara cambia volto, perché la squadra rimane corta, ordinata, senza farsi prendere dalla frenesia. Leris è il simbolo di questa reazione. Prima sfiora il gol, poi colpisce una traversa, infine sfrutta una situazione da palla inattiva per rimettere tutto in equilibrio. Bisogna spezzare una lancia a favore di questo giocatore che, l’anno scorso, ha saltato tutto un campionato per infortunio e quest’anno è un valore aggiunto. Assieme a Touré è il migliore interprete della fascia, può giocare ovunque, dimostrando di sapercela fare anche come elastico, mezzala, trequartista.
GLI INFORTUNI E IL PIANO GARA SCOMBINATO – Il secondo tempo è un’altra partita, di fatto non si gioca, si tira pochissimo, una occasione per parte, per altro velleitaria quella del Pisa con un tiro da quaranta metri di Caracciolo. Gli infortuni di Albiol e Bonfanti complicano i piani e costringono a cambiare assetto, togliendo anche qualche opzione offensiva dalla panchina. Sarebbe dovuto entrare Tramoni, ma purtroppo il tecnico ha dovuto sostituire i due difensori infortunati. Purtroppo siamo costretti così a sentire le solite invenzioni da Palermo circa un suo trasferimento dal Pisa. Si spera che verranno meno nel giorno dell’Epifania quando Gilardino lo schiererà titolare contro il Como.
IL RISCHIO SUGLI ESTERNI – Gilardino si è giocato tutti gli esterni nel primo tempo, facendo disputare 90 minuti ad Angori e Touré. Nella ripresa è uscito Leris, ma ci sono ancora due partite nei prossimi 6 giorni. Esteves si è anche scaldato con convinzione a bordo campo, potrebbe significare che almeno uno spezzone di partita glielo vedremo disputare tra il Como e l’Udinese? Anche in questo caso serve un innesto importante dal mercato sulle corsie laterali.
SEMPER, UNA SICUREZZA. NZOLA UN FANTASMA, MEISTER LIMITATO – Semper è decisivo quando serve, soprattutto su Thorsby, e dà sicurezza a una difesa che nel finale deve soprattutto gestire. Davanti, invece, il Pisa fatica a essere pericoloso: Meister si sbatte ma resta lontano dalla porta, di fatto ha dei limiti di una evidenza assoluta, Nzola non riesce a entrare davvero in partita. La testa sembra essere rimasta in Afica.
UN BRODINO CALDO, MA NIENT’ALTRO – Alla fine questo pareggio a chi serve veramente? A nessuno. Il Parma muove la classifica, il Lecce anche, oggi giocano Fiorentina e Cremonese, così come il Verona. Il Pisa guadagna un punto solo al Cagliari, per altro distante sei punti. Gilardino non può fare davvero di più. Tra infortuni e giocatori che si stanno rivelando non all’altezza. Servirà l’impresa contro il Como, sesto in classifica a soli 8 punti dalla vetta, altrimenti nel girone di ritorno bisognerà fare almeno il doppio dei punti del girone d’andata per sperare nella salvezza.
IL MERCATO AIUTI GILARDINO – Arriverà il giovane Cheveyo Tsawa dallo Zurigo alla corte nerazzurra, che pare avere il compito di sostituire Marin o comunque avere un presente importante nella rosa di Gilardino. Le qualità di questo ragazzo, stando agli addetti ai lavori svizzeri e agli esperti di calcio elvetico, sembrano davvero notevoli. Io personalmente non l’ho mai visto all’opera. Si tratta però di affidare la responsabilità di un centrocampo e di sostituire un giocatore come Marin, se non arriverà il rinnovo, a un ragazzo di 20 anni che non ha mai visto il calcio italiano. A partire da oggi ogni momento è quello buono per il nome della punta. Non sarà possibile averla prima del Como, ma ad Udine dovrà essere acquistato un attaccante da buttare subito dentro e che la butti subito dentro.



