A poco più di un giorno dalla fine del calciomercato analizziamo la sconfitta del Pisa di ieri, i passaggi che hanno portato all’esonero del tecnico e le prospettive dopo l’annuncio del nuovo allenatore, tra dinamiche di squadra e mercato.

L’ANALISI DELLA PARTITA – Partiamo da Pisa-Sassuolo, una gara in cui i nerazzurri hanno sofferto tanto. Si pensava che il problema fosse l’attacco, invece nelle ultime settimane il nodo sembra essere diventato la difesa. Anche perché il cambio di impostazione ha pesato: Gilardino ha provato a essere più spudorato, più offensivo, passando al 3-4-2-1 al posto del 3-5-2 “puro”. E anche se Tramoni ha continuato a muoversi più da mezzala che da trequartista, l’approccio alla lunga si è rivoltato contro. Dopo il buon pareggio con l’Atalanta sono arrivati i tracolli. Il Pisa ha preso nove gol in due partite, ha la peggior difesa del campionato e, rispetto alle stesse gare del girone d’andata, ha raccolto due punti in meno. Pisa-Sassuolo si spiega con una reazione durata appena 25 minuti, fino al gol di Berardi: evitabile, e con un giocatore che ha fatto quello che ha voluto, segnando sul palo del portiere. Da lì la squadra ha mollato di testa. È arrivato il 2-0 su autogol di Caracciolo. Il Pisa ha accorciato, ha sfiorato il 2-2 con Leris, ma l’illusione è durata poco. Dopo il 2-1, nel giro di cinque-otto minuti, è arrivato il terzo gol del Sassuolo che ha chiuso la partita. Da quel momento in poi il Sassuolo ha gestito, facendo melina e senza nemmeno affondare per il quarto gol. Poi l’episodio del VAR: un possibile rigore per un fallo di Tramoni al limite e, nel recupero, quella “pagliacciata” con otto minuti per una decisione, per poi annullare un rosso diretto al portiere per un fuorigioco di menisco di Durosinmi. Speriamo che in futuro, con il nuovo fuorigioco, gli attaccanti vengano premiati un po’ di più: meno pagliacciate e più gol.
L’ESONERO DI GILARDINO – Gilardino ha provato il tutto per tutto, ma una fetta della squadra l’aveva evidentemente persa. E lo spogliatoio, in parte, aveva già decretato l’addio di alcuni effettivi. Otto nuovi acquisti su undici non hanno reso, si sono infortunati oppure sono spariti. Vural è disperso, Denoon è disperso, Cuadrado è andato a fare funghi in Colombia, Albiol non l’abbiamo più visto. Certi “campioni” che dovevano aiutare hanno finito per mettere una pietra tombale anche sulle loro carriere. Di Albiol mi aspetto il ritiro a fine anno, e per Cuadrado non penso che arriverà un altro contratto da giocatore. Gilardino le ha provate tutte e non c’è riuscito. La goleada con l’Inter è stata troppo per la testa della squadra. L’esonero è una scelta disperata, definita dalla società “dolorosa” nel comunicato, quasi controvoglia. Forse, se doveva arrivare, doveva arrivare prima. Oggi, a poco più di un giorno dalla fine del mercato, è oggettivamente difficile immaginare miracoli.
IL NUOVO TECNICO E L’ULTIMO GIORNO DI CALCIOMERCATO – Il nuovo allenatore, se davvero sarà Giampaolo, dovrà mettersi subito a disposizione della società. Dovrà decidere in meno di 24 ore cosa fare, magari riaprendo o rimettendo mano ad alcune trattative. Il Pisa stava trattando un esterno e un difensore. Questo cambio in panchina complica tutto. Ora può succedere davvero di tutto, anche una clamorosa ipotesi come la cessione di Tramoni al Palermo all’ultimo tuffo. Non credo si andrà in quella direzione, ma a questo punto non si può escludere nulla.
LE COLPE – Le colpe ci sono per tutti. Gilardino ne ha, ma per me sono minoritarie rispetto al resto. Anche società e dirigenti hanno le loro responsabilità: non sono riusciti a fare un mercato estivo all’altezza. A Gennaio forse sono arrivati giocatori forti, ma tardi. E Gilardino non poteva aspettarli. Magari chi arriverà dopo raccoglierà i frutti di questo lavoro. Oppure sarà troppo tardi per salvare la stagione. Inutile dare la caccia alle streghe, come piace ai seminatori d’odio. Che siano quelli che invocavano l’esonero di Gilardino o quelli che invocano l’esonero dei dirigenti. Io resto convinto che questa società debba essere lasciata libera di imparare dai propri errori. Se sarà Serie B, ci riproveranno. Se sarà un miracolo, impareranno comunque. E quando torneranno a riproporsi in Serie A, sarà una Serie A diversa: con più consapevolezza e con l’obiettivo di non ripetere gli sbagli del passato. È un momento difficile, difficilissimo.



