Il pareggio di Udine è un buon punto, e non è una frase di circostanza. Lo è per il contesto, prima ancora che per il risultato. Il Pisa si è presentato con nove assenti, alcuni pesantissimi, eppure non ha giocato una partita difensiva o di sopravvivenza. Ha giocato per segnare e vincere. Nonostante i difetti va considerato come un grande passo avanti, mentre Gilardino attende il mercato, la squadra si è cementata sul nucleo della vecchia guardia. Così si onora la maglia.
TRAMONI SUPERSTAR E LA PRODUZIONE OFFENSIVA – La squadra di Gilardino ha prodotto tanto davanti, andando in netta controtendenza rispetto alle precedenti uscite: otto tiri nello specchio, una cifra che racconta meglio di qualsiasi commento l’atteggiamento. Una squadra che ha provato a vincerla fino all’ultimo. Tramoni si è finalmente sbloccato, e non solo per il gol: ha preso in mano il gioco, ha acceso la manovra, ha dato continuità alle scelte. È tornato il giocatore che sposta gli equilibri. Non a caso Gilardino lo ha rimesso al centro, anche emotivamente, come ha spiegato nel post gara. Il Palermo può solo guardare e sognare.
LA PARTITA DI MEISTER – Accanto a lui, Meister ha vissuto una partita emblematica. In difficoltà all’inizio, poco servito, poi decisivo. Gol, palo, presenza continua negli ultimi metri. L’attaccante sta crescendo, seppur con tutti i limiti tecnici, dentro la partita e dentro la squadra. Non è ancora continuo, ma ora incide. Con Durosinmi sarà la seconda scelta, ma il Pisa continua a credere in lui.
LA VECCHIA GUARDIA E I NUOVI ARRIVI – C’è poi un altro aspetto che pesa: la vecchia guardia. Scuffet ed Aebischer sono stati gli unici due nuovi acquisti della stagione all’interno della squadra che ha giocato ieri. Poi c’era la vecchia guardia. Giocatori che tengono in piedi la squadra nei momenti difficili. Così si onora la maglia. A questo gruppo la Pisa sportiva e la tifoseria devono molto. Gilardino è stato abbastanza netto: “i più vecchi hanno questo grande senso di appartenenza che si vede e che hanno inculcato nei nuovi”. Poi il grido di aiuto del mister alla società: “purtroppo tanti giocatori su cui abbiamo fatto affidamento non li ho mai avuti. La vicenda Nzola? Gestita dalla società”
I DIFETTI – Non tutto è stato perfetto, anzi. La difesa ha ballato, soprattutto sui palloni alti e nelle letture in area. I due gol subiti nascono da situazioni evitabili, e nel finale l’Udinese ha avuto anche la palla per vincerla. La fragilità difensiva resta un tema aperto, oggi più evidente anche per l’emergenza.
REAZIONE DI SQUADRA E QUINTO 2-2 IN CAMPIONATO – Passare dall’1-0 all’1-2 in 20 minuti abbatterebbe un toro. Il Pisa è andato sotto e non si è sciolto. Ha continuato a giocare, a pressare, a produrre. È il quinto 2-2 del campionato, dopo Milan, Sassuolo, Cagliari e Torino: una costante che dice una cosa: Questa squadra resta sempre dentro la partita, anche quando sbaglia. Non lo scopriamo certo oggi. In questo senso, la fotografia migliore è la ripresa. Il Pisa ha preso campo, ha spinto sugli esterni, ha trovato inserimenti da dietro con Piccinini, ha costretto l’Udinese a difendersi bassa. Non è poco, considerando chi mancava e chi era in campo stringendo i denti.
UN PAREGGIO CHE STA STRETTO E DA MORALE – Alla fine il pareggio sta stretto per le occasioni create, ma va tenuto stretto per il momento. È un punto che non risolve, ma aaiuta: il Pisa è vivo, lotta, e ha ancora una base solida su cui costruire. Con i rientri e i nuovi innesti di gennaio, che dovranno essere imminenti, questa partita può diventare un buon punto di partenza per il girone di ritorno.



