C’è un dato che ormai va oltre le impressioni. In questo Pisa, Oscar Hiljemark sta dicendo con i fatti che Lorran e Iling-Junior oggi sono corpi estranei al progetto tecnico della squadra.
Le scelte dell’allenatore, infatti, vanno lette proprio in questa direzione. Nel momento più delicato della stagione Hiljemark si sta affidando quasi sempre a giocatori che conosce meglio, che ritiene più affidabili dentro il piano partita e che gli garantiscono applicazione, equilibrio e disponibilità tattica. È una linea chiara, anche dura se vogliamo, ma molto leggibile. E dentro questa linea Lorran e Iling-Junior stanno finendo ai margini.
Il caso di Lorran è probabilmente quello più evidente. Doveva essere uno dei talenti in grado di spostare qualcosa, di portare qualità, estro, imprevedibilità. Invece il suo percorso nerazzurro si è sgonfiato fin da subito con Gilardino, fino a trasformarsi in una assenza dai convocati con Hiljemark. A pesare è l’impressione generale di un giocatore che non è mai riuscito davvero a entrare nello spirito della squadra, nelle esigenze di un gruppo che aveva bisogno di concretezza invece dei comportamenti ritenuti poco professionali del giocatore.

Diverso il discorso su Iling-Junior. In questo caso non c’è tanto una questione di atteggiamento percepito, quanto di collocazione tattica. Il problema è che il giocatore, almeno finora, sembra non trovare una casa dentro il Pisa di Hiljemark. Da esterno puro non garantisce sempre quello che serve in termini di copertura, disciplina e letture senza palla. Sulla trequarti non sembra abbastanza dentro le connessioni offensive della squadra. In altri ruoli ancora, semplicemente, non pare esserci lo spazio per valorizzarlo. Così il giocatore è finito ai margini e il tecnico ha preferito puntare su chi potrebbe rappresentare un valore da qui a fine stagione, mentre Iling-Junior, da prestito secco, a fine maggio tornerà in Inghilterra.



