Nel grigiore di un finale di stagione da archiviare in fretta e nel mezzo della tempesta perfetta delle nove sconfitte consecutive, la notte dell’Olimpico ha regalato al Pisa Sporting Club almeno una splendida storia da raccontare. Al minuto 77 del match contro la Lazio, sul punteggio di 2-1 per i biancocelesti, è stata concessa la passerella più importante e indimenticabile della sua giovanissima carriera a Brando Bettazzi, facendolo debuttare ufficialmente in Serie A. Il classe 2008 della Primavera nerazzurra ha così calcato il prato di uno degli stadi più prestigiosi d’Italia, subentrando ad Arturo Calabresi nel momento in cui è stata ridisegnata la squadra con un più offensivo 4-2-3-1. Nei suoi scampoli di partita il giovane si è mosso sulla trequarti con personalità, cercando la posizione e provando a toccare i suoi primi palloni nel massimo campionato senza farsi intimorire dal palcoscenico e dal blasone degli avversari.
Bettazzi è un trequartista mancino di grande prospettiva che, a dispetto dei suoi 18 anni ha già alle spalle un percorso formativo importante nel calcio giovanile toscano, essendo passato inizialmente dalla scuola dell’Empoli prima di approdare sotto la Torre. Con la maglia del Pisa si è imposto come uno dei profili più interessanti del settore giovanile, trascinando la formazione Primavera 2 a suon di gol e prestazioni e guadagnandosi, tappa dopo tappa, le prime storiche convocazioni in prima squadra. Sebbene in Serie A avesse finora collezionato soltanto panchine, un primissimo assaggio con i grandi lo aveva già vissuto lo scorso 25 settembre in Coppa Italia, quando era stato gettato nella mischia per alcuni minuti nella sfida contro il Torino. La curiosità attorno al suo talento supera inoltre i confini nazionali: grazie alle origini della madre, il fantasista nerazzurro possiede il doppio passaporto ed è eleggibile in futuro sia per la Nazionale italiana che per quella di Cuba. L’esordio all’Olimpico cancella solo in minima parte l’amarezza per la retrocessione, ma rappresenta senz’altro il primo mattone per il Pisa del domani.



