Intervistato sul canale YouTube della Lega Serie A, Henrik Meister racconta il momento del danese del Pisa tra primi traguardi, crescita personale e lotta salvezza. Dal ricordo del primo gol nel massimo campionato ai consigli ricevuti da Inzaghi e Gilardino, fino all’identikit del suo calcio e alle ambizioni del gruppo nerazzurro.
Quale difensore l’ha fatta impazzire di più?
“I tempi sono molto più veloci rispetto alla Serie B. In Serie A i difensori sembra che lascino spazio in più, ma invece ti mandano dove vognono. Mi ha impressionato specialmente Hien, è davvero forte fisicamente”
Che cosa le è rimasto in mente del primo gol in Serie A?
“È stato stupendo. Ci ho messo un po’ prima di sbloccarmi, ma ci sta. Ho visto lo spazio alle spalle della difesa e speravo che Moreo mi mettesse il pallone. Poi ho saltato l’uomo e ho concluso: per fortuna è andata dentro”.
Da piccolo immaginava di arrivare tra i professionisti, anche vedendo altri danesi in Italia?
“Onestamente no. Da bambino pensavo solo a divertirmi con il pallone. Ho iniziato prestissimo, avevo tre o quattro anni, e mi bastava giocare. Le opportunità sono arrivate strada facendo, non era un obiettivo che avevo già in testa”.
Che cosa le ha trasmesso Inzaghi?
“Mi ha dato tanto, soprattutto sui tempi e sugli spazi in area. Su come muoversi e farsi trovare nel posto giusto”.
E con Gilardino cosa sta imparando?
“Anche lui è stato un grande attaccante e con lui sto vedendo un’altra interpretazione del ruolo. Mi sta facendo crescere. Mi insiste molto su una cosa: tenere e difendere palla quando serve”.
Se dovesse presentarsi a chi non l’ha mai visto, come si definirebbe?
“Mi considero veloce e bravo nell’uno contro uno. Se ho metri davanti divento pericoloso. Posso andare in profondità o venire incontro, e mi piace non dare punti di riferimento”.
Salvezza: ve la giocherete fino alla fine?
“Assolutamente sì, anche se sarà dura. Abbiamo valori e possiamo fare meglio, ma dobbiamo restare lucidi. Quando passiamo avanti dobbiamo essere più bravi a portarla a casa. Io cerco di dare tutto per la squadra”.



