Nel bilancio fallimentare di un’annata senza appello, la storia personale di Stefano Moreo merita una pagina a parte. Con il gol dell’illusorio vantaggio siglato all’Olimpico contro la Lazio, l’attaccante lombardo ha chiuso il suo campionato di Serie A 2025-26 a quota 7 reti. Un bottino che, contro ogni pronostico estivo, lo consacra come il miglior marcatore stagionale dei nerazzurri e lo proietta direttamente nell’Olimpo dei bomber storici del club nella massima serie. Ieri sera comunque, al termine del match, ha lasciato intendere che il suo futuro non è ancora stato deciso.
Nella top dei grandi: la classifica all-time in Serie A
Con le sue 7 marcature, tutte incredibilmente realizzate lontano dalle mura amiche dell’Arena Garibaldi, Moreo entra nel ristrettissimo club dei migliori realizzatori del Pisa in un singolo campionato di Serie A. La classifica storica dei bomber nerazzurri sul palcoscenico più importante del calcio italiano è la seguente:
| Posizione | Calciatore | Reti | Stagione |
| 1) | Michele Padovano | 11 | 1990-91 |
| 2) | Klaus Berggreen | 8 | 1982-83 |
| 3) | Lamberto Piovanelli | 8 | 1990-91 (in sole 16 partite) |
| 4) | Stefano Moreo | 7 | 2025-26 |
| – | Klaus Berggreen | 7 | 1983-84 |
I 7 sigilli di Moreo eguagliano la seconda epopea di Klaus Berggreen nell’83-84 e si collocano appena dietro la leggendaria coppia gol del 1990-91 formata da Padovano e Piovanelli (con quest’ultimo capace di una media realizzativa spaventosa prima del grave infortunio subìto proprio contro la Lazio).
Dalle critiche alla trequarti “invincibile” con Inzaghi
Per capire la portata del traguardo di Moreo bisogna fare un passo indietro, a quella “Moreo Story” che affonda le radici nelle stagioni passate. Arrivato sotto la torre tra lo scetticismo generale e reduce dalle pesanti critiche dell’annata 2023-24 sotto la gestione Aquilani — caratterizzata da tantissima generosità ma da una cronica mancanza di concretezza (una sola rete nel girone d’andata) — il numero 9 nerazzurro ha saputo rimboccarsi le maniche.
La svolta vera era arrivata nella scorsa stagione di Serie B con l’approdo in panchina di Filippo Inzaghi. Sotto la guida dell’ex campione del mondo, con cui aveva già toccato la doppia cifra in carriera, Moreo si era ripreso il Pisa. Non solo con i 7 gol che valsero la promozione, ma con un lavoro encomiabile da trequartista d’assalto alle spalle dell’unica punta, correndo per due e dominando le classifiche della Lega per chilometri percorsi, trovando in dote con Tramoni una combinazione quasi invincibile. “Inzaghi ha inciso tantissimo, ha portato un entusiasmo incredibile”, ammetteva già a ottobre 2024 l’attaccante, che a 32 anni suonati rivendicava il diritto di essere protagonista anche nel massimo campionato.
Un fattore da trasferta nel crollo finale: l’analisi del campionato

In questa Serie A 2025-26 invece, Moreo si è rivelato l’unico vero baluardo offensivo capace di reggere l’urto con la categoria. I suoi gol hanno scandito i momenti chiave e i pochissimi acuti della squadra:
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Il picco stagionale: Il 2 novembre firma la sua prima storica doppietta in Serie A contro il Torino, trascinando la squadra nel suo momento migliore, culminato nella striscia di 6 risultati utili consecutivi (la terza migliore della storia del Pisa in A).
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I gol pesanti fuori casa: Ha timbrato il cartellino anche Reggio Emilia con il Sassuolo, a Cagliari e ha regalato l’illusione più grande nella notte di San Siro, firmando una doppietta indimenticabile contro l’Inter che aveva portato i nerazzurri sullo 0-2, prima del definitivo e traumatico 6-2 dei campioni d’Italia.
Fino all’ultimo guizzo di testa all’Olimpico, Moreo ha cercato di tenere compatta la baracca mentre la squadra scivolava lentamente verso il baratro della retrocessione.
Lo sfogo di fine stagione: “Siamo stremati, sono quasi sollevato che sia finita”. Resterà?
Il peso specifico delle prestazioni non ha però risparmiato l’uomo e il professionista dal logorio mentale di un finale di stagione drammatico. Le parole del bomber a fine partita sono il manifesto di un gruppo svuotato, che ha speso ogni singola goccia di sudore ma ha dovuto scontrarsi con i propri limiti strutturali.
“Abbiamo fatto troppe sconfitte, è stato un anno complicatissimo dal punto di vista mentale e siamo rimasti tutti senza energie. Ce l’abbiamo messa tutta, ma il distacco tecnico con le altre squadre è stato netto e lo abbiamo pagato a caro prezzo. È una stagione da archiviare, siamo stremati.”
Un’onestà brutale, quella di Moreo, che fotografa perfettamente il momento dell’intero ambiente pisano: “È brutto da dire, ma sono quasi sollevato che sia finita. Ho un contratto con il Pisa, ma adesso la mia unica necessità è quella di staccare la spina di testa, andare in vacanza e liberare la mente per recuperare le energie”. Il Pisa ripartirà da un foglio bianco e dalle idee del nuovo DS Gabbanini, ma la certezza è che l’orgoglio e l’impegno di Stefano Moreo resteranno uno dei pochissimi punti fermi da cui trarre insegnamento. Preoccupa solamente la mancata certezza di una sua permanenza, ma come hanno scritto anche gli amici di Quelli che il Pisa, ai quali prendo in prestito questa riflessione “Se ripartiamo da lui, è una notizia meravigliosa. Ma dovesse restare in A saremmo i suoi primi tifosi, se lo meriterebbe. Speriamo di ripartire insieme, ma sinceramente ti auguriamo di restare in A”.



