Ieri è stato fatto girare un video in cui venivano estrapolate, in 15 secondi, le parole del presidente del Pisa Giuseppe Corrado da un discorso più ampio. Quelle stesse dichiarazioni sono state oggetto di feroce critica da parte di Nicola Ventola e Antonio Cassano, all’interno della trasmissione social Viva El Futbol.
CORRADO STRUMENTALIZZATO – Le parole del presidente del Pisa sono state isolate, semplificate e poi usate fuori dal loro contesto. Corrado non stava dicendo che gli ex calciatori non servono al calcio, né che le competenze tecniche non contano. Stava dicendo una cosa diversa: guidare la Figc non è un ruolo tecnico, ma politico, istituzionale e manageriale. Quando ha affermato che “pensare che un ex giocatore di calcio possa diventare il presidente della federazione mi fa rabbrividire”, il senso del discorso era dentro un ragionamento più ampio sul fatto che il calcio moderno sia ormai un’industria complessa, fatta di rapporti istituzionali, mediazioni, pesi politici, interessi economici e capacità di governo. Il passaggio completo chiariva bene il concetto: “Speriamo di non partire dalla Nazionale e di partire invece dalla federazione, dalla fabbrica. La Figc oggi dovrebbe chiamarsi ‘Federazione settore industriale calcio’, perché parliamo di un’industria che poi deve portare a una vetrina che ci rappresenta. Ognuno però deve fare il proprio lavoro”. È qui il punto vero. Corrado non stava negando il valore degli uomini di campo, ma sosteneva che al vertice della federazione serva una figura capace di tenere insieme il sistema, di muoversi sul piano politico e dirigenziale, di creare le condizioni perché i tecnici possano lavorare bene. Ed è un ragionamento che ha una sua logica. Alla guida della Figc non serve un commissario tecnico travestito da presidente, ma una figura con esperienza istituzionale, visione, peso politico e capacità di stare dentro equilibri spesso complicati. I tecnici servono eccome, ma devono essere messi nei posti giusti e soprattutto nelle condizioni giuste. Altrimenti il rischio è sempre lo stesso: utilizzare grandi nomi come bandiera e poi lasciarli schiacciare dentro i meccanismi della politica federale. È già successo in passato e il riferimento, anche implicito, è chiaro. Per questo il punto di Corrado non era “no agli ex calciatori”, ma “non basta essere stati grandi calciatori per guidare una federazione”. Sono due cose molto diverse. Le sue parole, invece, sono state lette come un attacco al mondo dei giocatori o come una provocazione gratuita, quando in realtà erano una riflessione sul governo del sistema. In questo senso, più che discutere il merito, molti hanno preferito fermarsi alla frase più dura, estrapolandola dal contesto e trasformandola in uno slogan polemico.
VENTOLA E CASSANO – Così Ventola e Cassano hanno sparato a zero, senza cognizione di causa. Cosa hanno detto? Così Ventola: “Le parole del presidente del Pisa mi hanno un po’ sorpreso, nel senso: io capisco il lato economico. Chi fa il presidente non vuole perdere soldi, vuole anche guadagnarci. Però non puoi dire: “Io rabbrividisco al pensiero di avere un ex calciatore come capo della FIGC”. Noi dobbiamo ripartire anche dal lato tecnico, ragazzi. Poi mettete chi cavolo volete, un Galliani di turno che poverino c’ha 80 anni, ma un personaggio che può anche gestire quella parte. Però perderete tutti i soldi, i presidenti perderanno tutti i soldi se non cresce di nuovo il movimento come eravamo una volta. Quindi ragazzi, ok il lato economico presidente del Pisa, ma qui l’aspetto tecnico va rifondato. C’è da programmare una roba decennale mettendo le persone che ha detto Antonio e verrà anche, vi garantisco, il lato economico per i club e per la nazionale. Quindi creare un movimento come l’hanno fatto altre nazionali, di un sistema a capo magari Maldini, che poi tutti seguono dai piccoli ai grandi, un determinato sistema di gioco, una determinata crescita dei giovani, un investimento importante. Tutti i presidenti volete guadagnare soldi? Mettete anche dei soldi per rinnovare i settori giovanili, per far crescere i settori giovanili. L’aspetto tecnico è importante, ragazzi. State parlando, i presidenti, e quando si ritrovano non solo del lato economico, perché si guarda l’orticello, l’abbiamo sempre detto. Però ragazzi, va rifondato, dalle fondamenta, da persone che capiscono l’aspetto tecnico. In questi giorni vi sarà apparso anche a voi il video di Baggio del 2011. Io non so che cavolo c’era in quel dossier, che ci ha lavorato un anno. Poteva essere giusto o meno giusto, non lo so, a quel tempo che cosa ha scritto non l’abbiamo mai visto. Però già un calciatore di quel livello aveva un’idea che qualcosa andava rifondata, non si poteva continuare così. Quindi comunque, se Baggio l’ha avuta, se mettiamo Maldini in questo, se lui ha voglia, ragazzi vi assicuro che succederanno cose belle. Ci vorrà tempo, ma va rifondato tutto. L’ha detto in maniera bella tosta, ma tutti fuori dai coglioni, ve lo dico anch’io. Bisogna rimettere gente che dal punto di vista tecnico, col tempo, segua una linea, si investa sui giovani e sul settore giovanile e poi vedi come arrivano pure i frutti, i risultati, i soldi economici. Ragazzi, a me mi ha scioccato sta roba che ha detto il presidente del Pisa. Ha detto proprio “rabbrividire”.” Così invece Cassano: “Io lo conosco sto tizio, che lui è di Parma, conosco anche il figlio. Deve evitare di parlare, deve stare zitto perché è un incompetente e pensa a guardare sempre il suo orticello. Non rompesse il cazzo, se stesse zitto, che è arrivato due giorni fa nel calcio. Rabbrividisco di gente come lui che sta nel calcio. Si sciacquasse dai coglioni pure lui, come tanti altri che desideravano sciacquare dai coglioni invece di andare d’accordo con tizio, Caio, Sempronio. I calciatori di altissimo livello, come può essere Paolo Maldini, lo ripeto, non altri calciatori che si vendono bene o con uno status eccetera, Maldini è perfetto perché ha fatto il dirigente, ha studiato, sa tre lingue, sa di cosa parla, ha una schiena dritta, non ha né capi né padroni e manda fuori dai coglioni tutti quanti. E non che i presidenti di Serie A devono comandare il presidente della FIGC, della Lega oppure dei calendari eccetera. Devono sciacquarsi dai coglioni e, se non va bene a Corrado, si sciacquasse dai coglioni pure lui.”



