Ieri, a Storo, abbiamo incontrato l’ex giocatore del Pisa Pasquale Casale ai tempi di Romeo Anconetani, venuto per l’occasione a seguire i neroazzurri contro la Cremonese. Queste le sue impressioni sull’amichevole dei neroazzurri e non solo.

Come sta vedendo questo Pisa in questo momento? Il 352 la sta convincendo come modulo per questa stagione?

Al momento vedo una fase difensiva con qualche problema, vedo che ci sono alcuni giocatori riadattati anche se paradossalmente il migliore dei tre dietro è De Vitis che non è nel suo ruolo. Anche io ho esperienze di difesa a tre tanti anni fa. La difesa a 3 è molto compatta, ci vuole anche un giocatore dai piedi buoni.

Zammarini ha bene impressionato il pubblico.

In fase offensiva ha giocato molto bene, mentre in fase difensiva, tipico di chi svaria su tutta la fascia, c’è stato qualche momento tra lui e Birindelli in cui non si sono chiusi bene gli spazi. Mi sembra però un ragazzo davvero interessante e questo è un momento di sperimentazione. 

Altri giocatori che l’hanno impressionata?

Verna mi è piaciuto molto, è un ritorno per il Pisa, ma oggi ha fatto davvero bene. Anche i portieri schierati oggi hanno fatto degli interventi importanti. 

Cosa può fare il Pisa quest’anno tra conferme e nuovi arrivi, per ricompattare un gruppo che ha fallito l’obiettivo l’anno precedente?

I campionati si vincono con la società, se hai continuità prima o poi i risultati arrivano. Aggiusti una cosa, poi ne aggiusti un’altra, soprattutto quelle negative, alla fine vieni fuori. La componente pubblico è molto importante. Se la società opera nella continuità e nel tempo come sto vedendo poi si viene fuori. Il fatto di avere perso il campionato dell’anno precedente non significa niente, se c’è una squadra forte è un vantaggio perché c’è più esperienza dell’anno prima. Se la base era già forte e non ci sono grandi perdite, ma valori aggiunti è solo positivo.

Casale con Luis Vinicio

Una considerazione sul passato e sul presente. Pasquale Casale continua a seguire il Pisa dopo tanti anni, dopo aver giocato nel Pisa di Anconetani e aver intrapreso poi la carriera di allenatore, questo vuol dire che c’è un grande attaccamento.

Ti dirò, ho un rammarico: non ho mai allenato il Pisa. Eppure l’ultimo anno in cui ho allenato è stato il risultato più clamoroso che abbia fatto, quando salvai il Gela l’anno in cui Domenicali era a Pisa. Tu pensa che da allora non alleno più in C1 e mi sarebbe piaciuto molto allenare il Pisa. Il gruppo di quel Gela era forte e sano perché erano due anni che non prendevano lo stipendio e ci tenevano davvero alla maglia. Ci sono giocatori che hanno giocati fino a 40 anni di quel gruppo, mi dispiace per Berti che è venuto a mancare anni dopo. Poi non ho allenato più. Dal calcio non ci si ritira mai, ho fatto diverse cose, dall’opinionista al passare di ruolo in formazione. Non mi sono mai fatto trovare impreparato. Di questo ringrazio mio fratello. 

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Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Collaboratore de "La Nazione" di Pisa da agosto 2018