Per la tredicesima puntata di Finestra sull’Arena è stato raggiunto telefonicamente Giovanni Passiglia, ex calciatore di Pisa e Arezzo. Passiglia  ha commentato il suo periodo in neroazzurro e risposto alle domande dei presenti parlando anche della situazione attuale del Pisa. Rivedi la puntata e riascolta le parole di Giovanni Passiglia.

Come giocatore di Pisa e Arezzo, che posto rappresentano nel cuore queste due piazze?
“Sono due squadre che mi son rimaste nel cuore, ad Arezzo ho fatto 6 anni, ci arrivai giovanissimo e ci son diventato uomo. Ho legato con tanti amici. A Pisa lo stesso, ho fatto meno anni, ma forse sono legato anche di più. Mi son trovato subito bene a Pisa, anche lì ho tanti amici e torno spesso volentieri”

Passiglia con la maglia del Pisa

Qual è la partita o l’episodio che porti più nel cuore?
“Nell’anno in cui vincemmo il campionato la finale credo sia la partita che porto nel cuore, una gara che non potrò mai dimenticare. Una soddisfazione grandissima e un legame col pubblico incredibile. Sapevamo che avremmo vinto quella partita.”

Questo Pisa attuale è una squadra che perde pochissimo, come il vostro del resto. Pensi che questo campionato che fa il Livorno possa fiaccare la psicologia di chi insegue?
“Quando vedi una squadra davanti che fa fatica a perdere punti non dico che demoralizza, ma appesantisce un po’. Io ho visto il Pisa dal vivo, penso sia una squadra importante che può lottare per andar su fino alla fine. Ha giocatori da categoria superiore. Fino alla fine se la giocherà col Livorno.”

Qual è il rammarico più grande avuto in carriera o a Pisa. C’è qualcosa che hai vissuto diversamente?
“Io ho sempre dato al massimo, non c’è nessun rammarico, forse avrei solo voluto restare di più. Dopo l’anno della B ebbi anche problemi fisici, a gennaio ero a scadenza di contratto e andai via. Sarei voluto restare di più e fare più stagioni, è una piazza che mi ha dato tanto e spero di aver restituito con l’impegno quello che ho ricevuto.”

Come lo vedi questo Pisa-Arezzo di domenica? 
“L’Arezzo lo vedo indietro rispetto al Pisa, ha giocatori di qualità comunque sia. Però il Pisa è più squadra e giocando in casa secondo me non si farà sfuggire la vittoria, lo vedo bene. Ha raddrizzato una gara difficile domenica, lo vedo meglio dell’Arezzo”

Si lavora meglio a fari spenti o col favore del pronostico?
“Si lavora meglio a fari spenti indubbiamente, il Pisa è una squadra nuova però e la società è ambiziosa e seria, sta programmando il futuro bene. Pisa in prospettiva futura è da tenere d’occhio. Io però preferisco sempre partire a fari spenti”

C’era un compagno in particolare con cui hai legato di più?
“Avevo tanti amici anche in squadra, la nostra forza era il gruppo. Dai vari Calori, Bolzan, Trevisan, Braiati eravamo un bel gruppo. Stavamo sempre insieme, dentro e fuori dal campo. La differenza l’ha fatto questo. Con Braiati poi a centrocampo eravamo una bella coppia. “

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Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Collaboratore de "La Nazione" di Pisa da agosto 2018