Per il Pisa la trasferta di Roma ha il sapore di un passaggio simbolico, ancora prima che tecnico. Quel coro, “l’anno prossimo gioco all’Olimpico”, oggi torna in mente quasi come una fotografia sbiadita della festa promozione, del viaggio da Bari all’Arena e di un sogno che sembrava appena cominciato. L’Olimpico adesso arriva davvero, ma dentro un clima del tutto diverso: non quello dell’entusiasmo, ma quello di una stagione che non è mai davvero decollata. Il sogno però resta, perché non sarà una stagione storta a mettere in dubbio il buon lavoro di questi 9 anni, ma sicuramente la prossima stagione ci saranno tanti cambiamenti, finirà un ciclo per alcuni interpreti e ne inizierà uno nuovo.
Roma, però, può diventare un test per capire chi potrà rappresentare una base per ripartire. Di sicuro non Iling-Junior e nemmeno Lorran, non convocati per l’ennesima volta e ormai fuori dal progetto. La sensazione è quella di una squadra arrivata a un bivio, con diversi interpreti chiamati a giocarsi le ultime carte e con Hiljemark che si sta giocando la riconferma per la prossima stagione e molto diranno anche le risposte del gruppo e i risultati delle ultime sfide. A tal proposito il Pisa dovrebbe ripartire dal 3-5-2, con qualche dubbio ancora aperto tra Durosinmi e Stojilkovic, Tramoni e Loyola, oltre al ballottaggio sulla destra tra Leris e Touré. Proprio Durosinmi e Touré sono due dei nomi più osservati: il primo cerca risposte dopo un rendimento fin qui sotto le attese, il secondo appare invece sempre più ai margini delle scelte di Hiljemark nonostante la fiducia mostrata dal club a Gennaio.

In difesa, l’attenzione massima sarà per Arturo Calabresi. Dopo due anni condizionati da diversi problemi fisici, il difensore ha ritrovato in queste ultime stagioni continuità e centralità nel gruppo, diventando uno degli uomini più affidabili della squadra promossa in Serie A. Per lui quella dell’Olimpico non è una gara come le altre: Calabresi è cresciuto nel settore giovanile della Roma, ha un legame profondo con l’ambiente giallorosso e anche sul piano familiare questa sfida ha un peso speciale, visto il tifo romanista del padre. Sarà anche un po’ la sua partita, come ricordato nell’intervista con Paolo Calabresi di qualche tempo fa.
A Roma sono attesi 668 tifosi pisani, solo tesserati, dentro limitazioni che ancora una volta hanno ridotto la partecipazione del popolo nerazzurro. Potevano essere molti di più, ma anche questo fa parte del racconto della stagione: trasferte complicate, restrizioni, tensioni e un seguito che, pur ridimensionato nei numeri, non ha mai smesso di esserci.



