Trenta milioni di euro investiti per cambiare la stagione, ma purtroppo l’impatto dei nuovi acquisti è stato limitato e la squadra non è riuscita a fare il salto di qualità. Il contesto ha inciso più di tutto: squadra in difficoltà, poca continuità e un ambiente che non ha aiutato l’inserimento. Ecco perché, più di una bocciatura netta, dovemmo parlare di “rimandati a settembre”.

Da una parte chi ha già deluso senza appello, dall’altra chi, pur non avendo inciso, resta un investimento da valutare nel tempo. Il contesto ha inciso più di tutto: squadra in difficoltà, poca continuità e un ambiente che non ha aiutato l’inserimento. Il dato più importante è questo. Quasi tutti i nuovi arrivati hanno reso poco, ma dentro una squadra che non ha mai trovato equilibrio. Inserirsi in un gruppo in difficoltà, senza riferimenti e con poca fiducia, non è semplice. Per questo il giudizio va diviso. Il mercato di Gennaio ha fallito nel presente: non ha cambiato la stagione. Ma non è detto che sia un fallimento totale. Perché, a differenza di molti acquisti estivi – da Lorran (flop conclamato) a Stengs, passando per giocatori esperti che non hanno inciso come Albiol o Cuadrado,– questi profili restano patrimonio. Giovani, costosi, da valorizzare. La vera risposta arriverà più avanti. In un contesto diverso, con più stabilità. Oggi è un mercato insufficiente. Domani potrebbe essere la base da cui ripartire. Intanto però dobbiamo analizzare quanto abbiamo visto in queste settimane.

Durosinmi esulta dopo il gol (Foto Gabriele Masotti)

Durosinmi: investimento pesante, resa negativa. È il simbolo del mercato. Dieci milioni di euro per un attaccante chiamato a spostare gli equilibri. I numeri dicono 9 partite, 1 gol e 1 assist, con solo il 36% di presenze da titolare e meno del 40% dei minuti giocati. È sempre stato utilizzato, ma senza continuità e senza incidere davvero. Dopo il gol con l’Atalanta e l’assist col Sassuolo sembrava in crescita, confermata anche contro Bologna e Juventus. Poi il rosso col Cagliari ha fermato tutto. Il problema non è solo il rendimento, ma il peso dell’investimento. Oggi è insufficiente, ma resta un profilo su cui il Pisa ha puntato forte anche per il futuro.

Stojilkovic: ancora un oggetto misterioso. Tre milioni di euro, sette presenze, zero gol e zero assist. Solo 304 minuti giocati e tre gare da titolare. Il dato più significativo è uno: non ha mai inciso. Neanche nei momenti in cui è stato chiamato a cambiare le partite. L’unico squillo è il gol annullato contro il Como. Per ora è indietro, sia nelle gerarchie che nella crescita. Anche qui, però, il giudizio resta sospeso: è un investimento che va valutato su tempi più lunghi.

Loyola: un lampo e poco altro. Se si guarda solo l’impatto, il suo resta uno dei più visibili. Sei presenze, un gol – quello contro il Milan – e qualche segnale interessante.
Ma anche qui la continuità manca: 44% di gare da titolare, 43% dei minuti giocati. Dopo la Fiorentina, dove aveva dato buone risposte, si è perso tra Juventus e Como. È uno dei profili più “vivi” del mercato, ma ancora lontano da quello che serviva subito. Resta però un investimento importante, da circa 7 milioni complessivi.

Bozhinov: partito bene, poi sparito. Cinque milioni di euro per un difensore giovane. L’impatto iniziale c’è stato: quattro partite consecutive da titolare tra Sassuolo, Verona, Milan e Fiorentina. Poi il vuoto. Panchina contro Bologna, Juventus, Cagliari e Como.
È il caso più evidente di investimento prospettico. Il valore si vedrà più avanti, non oggi. Ma anche qui il salto tra aspettative e rendimento immediato è netto.

Iling-Junior: un errore di mercato. Diverso il discorso per lui. Prestito secco, doveva dare subito qualcosa. Non è successo. Solo 107 minuti, cinque spezzoni e nessun impatto. Mai dentro la squadra, mai dentro le partite. È l’unico acquisto che oggi può essere definito sbagliato. Non solo per il rendimento, ma perché non lascia nulla per il futuro.

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Michele Bufalino
Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Ex collaboratore de "La Nazione" di Pisa fino a marzo 2025. Scrivo anche per Qui News Pisa e collaboro con Punto Radio.