Il Pisa ha vinto da grande squadra. Va detto senza paura, perché al Menti la differenza si è vista dall’inizio alla fine: nell’iniziativa, nelle occasioni, nella capacità di recuperare il pallone e tornare ad attaccare. Dopo tre settimane di attesa, i nerazzurri hanno dato la risposta che serviva. Una vittoria autorevole, costruita attraverso il gioco, con una porta rimasta inviolata e un risultato che avrebbe potuto essere ancora più largo.
È una partita da che può infondere fiducia senza tradire il lavoro che, nei prossimi giorni, dovrà ancora di più fare aumentare l’attenzione. La Cremonese è il prossimo avversario, Verona e Palermo arriveranno subito dopo dopo. Questo mese ha appena cominciato a chiedere risposte al Pisa e quella di Vicenza, per quanto convincente, è soltanto la prima. Forse quella più facile sulla carta.

IL LAVORO SI VEDE – La domanda che aveva accompagnato la sosta era relativa più che altro alla tenuta difensiva. Quanto sarebbe servito quel tempo a disposizione di Bianco? Al Menti si è vista una squadra capace di concedere pochissimo, di restare attenta e di proteggere Confente attraverso il comportamento di tutti i suoi interpreti. Il portiere non ha dovuto effettuare parate. Il Pisa ha attaccato molto senza perdere il controllo della partita. Ha trovato il vantaggio, cercato il raddoppio e continuato a costruire anche sullo 0-2. Il Vicenza ha mostrato limiti evidenti, ma i nerazzurri hanno avuto il merito di farli emergere, togliendo agli avversari tempo e possibilità di rientrare in gara. Era importante avere subito questa risposta sul campo.
PRIMASSO SI PRENDE LA RESPONSABILITÀ – La sorpresa delle formazioni è stata la panchina di Canestrelli. L’impiego di Angori da braccetto sinistro era una possibilità già emersa alla vigilia, mentre la scelta di affidare a Primasso il centro del reparto ha dato un significato diverso alla difesa preparata da Bianco. Il ragazzo ha risposto con una prova di grande autorevolezza. Ha guidato, indicato, accompagnato i compagni nelle letture. Una sicurezza che ha colpito anche dalla tribuna stampa, perché non è frequente vedere un difensore di ventun anni assumersi quella responsabilità con tanta naturalezza, specialmente per il contesto in cui è cresciuto calcisticamente il ragazzo, alla sua prima stagione in B dopo tanta gavetta nei dilettanti e in prestito in Serie C. Per quanto mostrato al Menti, è stata una delle prestazioni più convincenti di un difensore nerazzurro in questo avvio di stagione.
LA QUALITÀ CHE SERVE ALLA SQUADRA – Tramoni ha dato forma alla superiorità del Pisa. Il pallone per Pittarello e il corner per Calabresi sono i due passaggi decisivi di una partita nella quale è tornato a essere un riferimento continuo. Due assist che confermano quanto il suo talento possa essere determinante per questa squadra. Se si parla di qualità non bisogna dimenticare anche Lèris, che ha praticamente seminato il panico in ogni zona del campo. Quando Bianco ha cambiato poi, la pericolosità è rimasta. Marras ha creato altre occasioni, Rao ha chiuso il conto in contropiede. Si è vista così la profondità della rosa nerazzurra.
BIANCO INVITA ALLA CALMA E ORA SERVE FAME – Nel dopogara il tecnico ha detto di essere soddisfatto e preoccupato. Può sembrare strano dopo uno 0-3 del genere, ma il senso del suo richiamo è quello di evitare di rilassarsi. “Dobbiamo stare coi piedi a terra”, ha detto Bianco. È il messaggio giusto. Cremonese, Verona e Palermo renderanno questo mese un passaggio importante. Sarebbe un errore guardare già alla fine del trittico: la priorità è la Cremonese, da preparare con la stessa serietà che ha portato al successo del Menti. Ai tifosi resta il piacere di una serata nella quale il Pisa ha convinto, oltre a vincere. Ai giocatori deve restare soprattutto la voglia di riprovarci, la concentrazione. Il campionato è lungo. Questa vittoria vale tre punti, ma ci indica anche una direzione da seguire.


