Otto partite per capire che cosa vuole lasciare questo Pisa nel suo primo campionato di Serie A dopo il ritorno nella massima categoria. Otto partite per misurare il carattere di una squadra oggi ultima, ferita, delusa, ma ancora chiamata a dare una risposta a se stessa, prima ancora che alla classifica. C’è chi continua a guardare al miracolo sportivo, chi invece pensa soprattutto a chiudere la stagione con dignità e con basi più solide per il futuro. In mezzo c’è la realtà, che passa dalla sfida di Pasqua contro il Torino e da un finale di campionato che dirà se il gruppo ha ancora forza, orgoglio e tenuta per non lasciarsi andare.
LE SETTIMANE DELLA SOSTA – Sono state settimane particolari attorno al Pisa. La sosta ha spezzato il ritmo del campionato, ma ha anche consegnato al club giorni pieni di significato, tra il campo, i rientri dalle nazionali e soprattutto la cerimonia della posa della prima pietra del centro sportivo. Da una parte dunque ci sono le ultime otto partite di campionato, con un ultimo posto che pesa e una rincorsa salvezza sempre più complicata. Dall’altra c’è un futuro che il Pisa ha voluto mostrare in modo concreto con il centro sportivo, presentato in città come uno snodo decisivo per la crescita del club. Giuseppe Corrado lo ha definito una “fabbrica per il futuro”, mentre anche Hiljemark ne ha parlato come di uno step importante non solo per la prima squadra, ma per tutta la struttura nerazzurra, dal vivaio all’organizzazione quotidiana del lavoro. Un segnale forte, arrivato proprio mentre la stagione vive il suo passaggio più delicato.

HILJEMARK TRA PRESENTE E FUTURO – In conferenza stampa, venerdì, Hiljemark ha un po’ annunciato il manifesto del suo Pisa, se resterà come pare al suo posto la prossima stagione. Da un lato sì, l’urgenza dei punti, dall’altro la necessità di lavorare su un percorso. Il tecnico ha spiegato di aver sfruttato la sosta per insistere su princìpi precisi: uscita del pallone, superiorità numerica, compattezza, fase difensiva e gestione delle transizioni. Concetti che servono nell’immediato, ma che parlano anche del calcio che il Pisa vuole costruire. Avere coraggio nel gioco, ma senza perdere equilibrio; continuare a proporre, ma imparando a proteggersi meglio. Dopo Como, dove alcune palle perse hanno aperto voragini e lasciato la squadra esposta, il primo obiettivo contro il Torino sarà proprio questo: restare dentro la partita con ordine, attenzione e forza mentale.
IL CALCIO ITALIANO, GLI ITALIANI DEL PISA E GLI STRANIERI – Dentro questo contesto si inserisce anche il tema più ampio del calcio italiano, tornato di attualità dopo l’ennesima delusione azzurra per l’eliminazione dai mondiali e dopo giorni in cui si è tornati a discutere di vivai, programmazione e identità tecnica. Il Pisa, paradossalmente, resta una delle squadre che ha dato più spazio ai giocatori italiani, ma allo stesso tempo si muove in un mercato dove per club come questo diventa sempre più semplice e sostenibile pescare all’estero. Ed è proprio qui che il centro sportivo assume un significato ancora più profondo: come strumento per provare a formare in casa una parte maggiore del futuro, riducendo col tempo la dipendenza da un mercato che oggi spinge inevitabilmente verso profili stranieri. È un discorso che va oltre la partita con il Torino, ma che in qualche modo entra dentro questa vigilia.
LA PARTITA COL TORINO – Il Torino per il Pisa vale molto sul piano emotivo e tecnico. Hiljemark si aspetta una reazione nell’atteggiamento, come era successo dopo la Juventus nella gara col Cagliari. Le scelte, al netto delle incognite tra i pali, con Nicolas, Scuffet e Semper che potrebbero tutti e tre partire dal primo minuto, ci portano a un Pisa disposto con il 3-5-1, con Caracciolo guida del terzetto arretrato, Angori e uno tra Leris e Touré sugli esterni, Aebischer e Hojholt in mezzo, quindi Tramoni (se mezzala o trequartista) e Moreo alle spalle di Meister. Ma è chiaro che basta spostare Tramoni di qualche metro per cambiare tutta la struttura della squadra. Ed è forse proprio qui il cuore della questione e del piano tattico di questo pomeriggio.



