Nel calcio moderno i numeri degli sponsor di maglia sono diventati uno dei principali indicatori della forza commerciale dei club. La classifica dei ricavi della Serie A, ricostruita sulla base di dati di bilancio e analisi economiche, racconta però una storia che merita di essere letta con attenzione. Perché se da un lato il Pisa appare nelle ultime posizioni, dall’altro emerge con chiarezza un tema sempre più discusso: quello degli sponsor legati direttamente alle proprietà dei club.

LA GRADUATORIA DEI RICAVI – Partiamo dai numeri. In testa alla graduatoria dei ricavi da main sponsor ci sono Inter e Milan con circa 30 milioni a stagione rispettivamente da Betsson ed Emirates. Subito dietro la Juventus, tra i 28 e i 30 milioni grazie alla doppia partnership Jeep e Visit Detroit. Più staccata la Fiorentina con 25 milioni garantiti da Mediacom, seguita dal Sassuolo con 18 milioni da Mapei. La Roma, dopo aver trovato l’accordo con Eurobet.live, si colloca attorno ai 13-14 milioni annui, mentre il Napoli incassa circa 9 milioni da MSC. Scendendo nella classifica compaiono Atalanta (5 milioni con Lete), Cagliari (3,6 milioni con Regione Sardegna e Doppio Malto), Bologna (3 milioni con Saputo), Torino (2,35 milioni con Suzuki), Parma e Udinese (1,5 milioni), Genoa (1,2 milioni), Como, Lecce e Verona attorno al milione. Poi c’è il Pisa. Con Cetilar, sponsor storico legato al mondo della nutraceutica e alla realtà scientifica pisana, il club nerazzurro incassa circa 700 mila euro l’anno. Un dato che lo colloca terzultimo nella graduatoria della Serie A.

LA NATURA SOSPETTA DI ALCUNI ACCORDI – La classifica però cambia completamente significato quando si entra nel merito della natura di molti di questi accordi. Diversi club della Serie A infatti espongono sulle maglie sponsor che sono di fatto riconducibili alla stessa proprietà della società. È il caso della Fiorentina con Mediacom, azienda della famiglia Commisso. Del Sassuolo con Mapei, storico gruppo industriale della famiglia Squinzi che controlla il club. Del Bologna con Saputo, marchio dell’azienda casearia del patron Joey Saputo. E anche della Cremonese con Iltainox, società collegata alla famiglia Arvedi. Il caso più noto resta quello della Juventus, dove Jeep è un marchio del gruppo Stellantis, controllato dalla holding Exor che è anche azionista di riferimento del club bianconero.

L’ANALISI E I SOLITI FURBETTI – Qui entra in gioco il nodo più delicato del sistema. Il ricorso a sponsor di “parti correlate”, cioè aziende legate alla stessa proprietà, è uno degli strumenti più discussi nel calcio europeo. Il motivo è semplice: queste operazioni possono consentire di gonfiare i ricavi commerciali e quindi migliorare artificialmente i bilanci, aumentando lo spazio per investimenti e spese sul mercato nel rispetto formale delle regole. In altre parole, non sempre il valore dello sponsor riflette il reale peso commerciale del club sul mercato. In alcuni casi diventa piuttosto una scelta interna alla proprietà, utile per rafforzare i conti della società. In questo contesto la posizione del Pisa assume un significato diverso. Il club nerazzurro incassa meno rispetto a molte concorrenti, ma lo fa attraverso un accordo reale con un’azienda esterna che negli anni ha costruito una partnership stabile con la società e con il territorio. Cetilar, marchio sviluppato dal gruppo PharmaNutra, rappresenta infatti una realtà industriale legata alla città e al mondo della ricerca scientifica pisana. Non è una società della proprietà del club e non è uno strumento per riequilibrare artificialmente il bilancio. 

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Michele Bufalino
Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Ex collaboratore de "La Nazione" di Pisa fino a marzo 2025. Scrivo anche per Qui News Pisa e collaboro con Punto Radio.