È vero, manca ancora una partita da recuperare che non si sa quando verrà recuperata (quella con la Pro Vercelli), ma da domenica contro il Cuneo ricomincerà il girone di ritorno. È quindi tempo per una breve top e flop del girone di andata dei calciatori neroazzurri.

TOP

GORI – È arrivato questa estate dalla Pro Piacenza e si è conquistato a furor di popolo il titolo di miglior calciatore del Pisa di questo girone di andata. Una saracinesca inviolabile, spesso decisivo e migliore in campo e con due rigori neutralizzati agli avversari. Gori è il punto di forza della squadra di D’Angelo, colui che riesce anche a nascondere alle statistiche, con i suoi interventi puntuali e decisi, le magagne di una difesa non al top.

DI QUINZIO – La paternità gli ha messo addosso responsabilità fuori dal campo, mentre sul terreno di gioco D’Angelo gli ha affidato il compito non facile di essere il punto riferimento tra centrocampo e attacco. È l’uomo assist della squadra, va spesso al tiro e fa male, un giocatore che può ricoprire qualsiasi ruolo nel proprio reparto: dalla mezzala al trequartista.

MARCONI – Il ragazzo è partito un po’ male, ma appena si è sbloccato ha fatto vedere di che pasta è fatto. Segna solo gol belli: al volo, di tacco, di rapina, dalla distanza. Il bomber della squadra è lui con 6 gol in campionato fino a questo momento. È la dimostrazione di come ci si riscatta dai fischi e le polemiche in una piazza come Pisa.

DE VITIS – Mettetelo difensore centrale, mezzala o incontrista: lui sarà sempre in grado di fare il proprio lavoro egregiamente. Un giocatore versatile e completo che, al netto di qualche infortunio che si porta dietro da tempo, potrebbe addirittura giocare meglio. Le migliori prestazioni il Pisa le ha fatte sempre con De Vitis in campo, elemento imprescindibile di questa squadra.

MASUCCI – Ha sempre sudato in carriera per conquistarsi il posto in squadra e anche a Pisa questa legge non scritta del proprio cammino è rispettata. All’inizio gli allenatori gli preferiscono altri giocatori, ma quando viene chiamato in causa si fa sempre trovare pronto. Letale nello stretto, nonostante la statura riesce anche a segnare di testa rendendosi pericoloso come e più di colleghi di reparto ben più alti di lui.

FLOP

BUSCHIAZZO – Si scrive Buschiazzo, ma si legge anche Meroni o Brignani. Tante le prestazioni incolori della difesa neroazzurra, ma Buschiazzo paga per tutti i giovani compagni di reparto. Il sombrero subito da Mora contro la Pro Patria grida vendetta, spesso è distratto e il carattere è la sua croce e la sua delizia. Gli ha causato prima una espulsione e poi uno sfogo con un gesto condannato da tutti contro i tifosi, cui sono seguite le scuse. Il presidente però lo difende e fa bene, giudicandolo come l’emblema dello spirito di questa squadra. Nonostante l’inserimento tra i flop ci crediamo anche noi: se saprà essere calmo e disciplinato in campo, nel girone di ritorno, magari affiancato da qualcuno di esperienza, potrà riscattarsi.

MOSCARDELLI – Il capitano, inutile nascondersi, ha deluso fino a questo momento. Solo 3 reti all’attivo in 12 partite. Meglio di lui sta facendo il compagno di reparto Marconi, ma dal Moscagol ci si aspetterebbe molto di più. La classe c’è ed è cristallina e l’assist di tacco contro la Juventus U23 ne è la conferma. L’età però in questa prima parte di stagione si è fatta sentire anche con un infortunio che lo ha tenuto fermo a lungo e ne ha spezzato la continuità. È comunque il leader della squadra ed è colui che ha fatto gruppo tenendo unita la brigata con la benedizione di allenatore e società che in lui vedono il capitano che avrebbero sempre voluto avere. Non è una bocciatura, Mosca è solo rimandato al girone di ritorno. Il Pisa ha bisogno dei suoi gol.

CERNIGOI – Ha giocato poco, è vero, ma nelle 11 occasioni in cui è stato chiamato in causa purtroppo non ha mai inciso. Lento e macchinoso in fase offensiva, ha sempre fallito l’appuntamento col gol. Dopo l’errore contro la Pro Piacenza (anche se poi si è conquistato subito dopo un rigore), si è un po’ perso per strada. Speriamo possa riscattarsi nel girone di ritorno e sbloccarsi. Finora tra campionato e coppa è l’unico giocatore a secco dell’attacco del Pisa.

CUPPONE – Veloce come una gazzella, ma non è certo preciso come un cecchino. Cuppone ha grandi potenzialità, ma ancora difetta di alcuni fondamentali del suo ruolo, sia nel tocco di palla, sia nel posizionamento senza palla. D’Angelo lo inserisce spesso per spaccare le partite nel secondo tempo, ma ancora non ha trovato la sua dimensione. Non sempre schierato come attaccante, è stato anche utilizzato come esterno o addirittura mezzala.

MASI – Se per i giovani difensori paga Buschiazzo, da Masi, scelto per essere l’elemento di esperienza di questo reparto arretrato, ci saremmo aspettati molto di più. Per tutta questa prima parte di stagione è stato evidente come ancora risenta di vecchi acciacchi fisici e di come avrebbe bisogno di un costante lavoro di potenziamento muscolare in palestra. Non ha inciso quanto avrebbe dovuto e spesso qualche gol preso è stato anche per colpa sua.

I DISCONTINUI – Ci sono anche alcuni giocatori che potrebbero essere inseriti tanto tra i top quanto tra i flop, ovvero coloro che alternano grandi prestazioni a gare incolore, come da dna della squadra fino a questo momento. Per esempio Gucher, che comunque è migliorato molto dal suo arrivo a Pisa, quando si alzano i ritmi va in difficoltà, mentre riesce a manovrare meglio quando in campo gli avversari lasciano giocare molto chi pratica un possesso palla ostinato. Zammarini poi è un altro calciatore di grande cuore e abilità, ma l’impressione è anche che il Pisa non sappia ancora ben sfruttare questo tesoro. È un esterno, una mezzala? Ancora non è del tutto chiaro quale possa essere il ruolo in cui possa rendere di più, ma per i problemi della rosa trova una sistemazione dove se ne ha bisogno. Lisi ha diviso molto spesso l’opinione pubblica. È senza dubbio uno dei più veloci giocatori del campionato e quando indovina l’1vs1 può essere letale. Si limita però da solo andando al cross di sinistro, ma anche quando è stato schierato a destra non ha mai brillato. Schierato da esterno sinistro di centrocampo ha forse un po’ perso quella che era una delle sue caratteristiche principali, l’inserimento in area come laterale d’attacco. Ultime due menzioni per Birindelli e Liotti. Il primo è un po’ uscito dai radar, anche se ha raggiunto le 50 presenze in maglia neroazzurra molto giovane rispetto ad altri, ma è un terzino puro e come esterno in un 3-5-2 è discontinuo anche lui. È stato provato come centrale difensivo, ma non è proprio il suo ruolo. Liotti, ormai si è capito, non è un centrale difensivo. Preso per carenza di giocatori mancini, dovrebbe giocare come esterno nel 3-5-2, ma sovente viene messo terzo a sinistra in difesa e qualche buco è anche colpa sua. Il Pisa dovrebbe acquistare difensori di ruolo e lasciarlo libero di esprimersi nella sua dimensione naturale.

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Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Collaboratore de "La Nazione" di Pisa da agosto 2018