Il giorno dopo il pareggio col Cosenza è tempo di fare numerose riflessioni. Dai numeri ai problemi del Pisa, passando per lo sfogo di D’Angelo, le numerose opportunità perse e il caso Lorenzo Lucca. Prima dell’ultima partita di Frosinone è tempo di analizzare nel profondo alcune dinamiche e di riflettere insieme sulla situazione nerazzurra, con lucidità e senza perdere la testa.

I NUMERI – Una vittoria in 6 partite farebbe scoraggiare chiunque, a ridosso di un finale di stagione in cui i nerazzurri avrebbero potuto essere protagonisti dopo una stagione a tutta. Le statistiche ci dicono che il Pisa ha vinto solo col Como, ma è venuto meno nel momento più importante. Il pareggio col Cosenza o quello col Perugia sono due occasioni perse. Lo 0-0 col Brescia oltre alle sconfitte con Lecce e Benevento invece fanno preoccupare perché il Pisa che faceva tremare le grandi ha iniziato a non ottenere risultati neanche negli scontri diretti, anche se paradossalmente tutti gli ottimi risultati dei primi due terzi di campionato, nelle classifiche avulse offrirebbero ancora le migliori chance alla squadra di D’Angelo. Cosa è successo?

PROBLEMI – La squadra ha alcuni problemi, inutile negarlo. Non riesce a creare gioco con regolarità, a centrocampo ha sofferto soprattutto la mancanza di un Touré in forma e D’Angelo è stato costretto a ripensare spesso e volentieri il reparto. Manca un giocatore di passo alternativo al tedesco, col senno di poi, che sarebbe potuto arrivare a gennaio, ma nessuno avrebbe scommesso sul calo psicofisico dell’ex Juventus, che ha impattato in maniera negativa sul gioco. Ragion per cui D’Angelo ha provato spesso e volentieri Mastinu o Siega, ha riadattato mezzala Benali oppure ha pescato dal cilindro De Vitis davanti alla difesa, rimasto in ombra da novembre a marzo, spostando a volte Nagy mezzala. Nessuna di queste mosse ha sortito gli effetti sperati. In attacco Puscas e Torregrossa hanno oscurato completamente il resto degli attaccanti, ma questo non è certamente un fatto negativo. Inoltre qualcuno ha anche tradito le attese, come l’israeliano Yonatan Cohen che fatica a trovare il suo posto nello scacchiere tattico e ultimamente ha sbagliato tutto quello che poteva sbagliare. Anche per lui stanno arrivando le ultime occasioni per dimostrare di essere decisivo o essere bollato definitivamente come flop.

LA NOVITA’ – La novità più importante è stato il 4-2-3-1 schierato dal tecnico nerazzurro contro il Cosenza. A conti fatti la migliore alternativa per ovviare ai problemi di centrocampo. Una punta fissa che gioca a sportellate, due mediani bassi che possono sia costruire che recuperare palloni, ma anche due ali che permettono ai terzini di non scoprirsi troppo e che all’occorrenza, se non offendono, possono rientrare a dare una mano ai centrocampisti. Un’idea quasi “mourinhana” di occupazione degli spazi in fase difensiva, che non dovrebbe essere accantonata. Col Cosenza, è vero, non è arrivata la vittoria, ma più per non essere stati lucidi sotto porta, che per altri problemi. Non è tanto l’errore di Nicolas ad aver condizionato il match nel finale, quanto non aver sfruttato l’elevato numero di occasioni costruite nel corso della partita su cui il Pisa dovrebbe fare mea culpa.

LO SFOGO DI D’ANGELO E LE OPPORTUNITA’ SPRECATE – Ieri in sala stampa per la prima volta si è visto un D’Angelo che ha pensato a sfogarsi, anche arrabbiato a più livelli. Con sé stesso, probabilmente con una parte dei giocatori, ma come potrebbe fare un padre, ma anche ferito per una parte di critica. Da una parte mi sento di solidarizzare con l’allenatore. Molte offese gratuite che vengono scritte sui social, spesso anche quelli ufficiali della società, sono del tutto esagerate. Il Pisa, al di là di tutto, sta giocandosi il miglior campionato degli ultimi 30 anni, compreso quello del 2007/2008, perché questa squadra, a differenza di quella di Ventura, ha uno spogliatoio ben più lungo e maggiori opportunità di farcela. Si guarda già ai playoff e alle tante opportunità sprecate nel corso di questa stagione. E’ vero il Pisa potrebbe ancora lottare per la promozione diretta, ma si dovrebbe verificare un incrocio di ben 3 partite per permettere ai nerazzurri di andar su e, guardando i risultati delle ultime due giornate, in cui tante società hanno fatto a gara per autosabotarsi, Lecce compreso, è difficile non alzare gli occhi al cielo dallo sconforto. Un unico appunto mi sento di farlo al tecnico nerazzurro. Non si può continuare a dire che il Pisa non era nella rosa dei favoriti di inizio stagione o che dovesse salvarsi. D’Angelo ha detto “ho letto i giornali a inizio campionato e nessuno ci dava lassù. Nessuno a parte Giuseppe Corrado ci credeva”. In parte è vero, perché i giornali nazionali e i bookmakers davano il Pisa a metà-fondo classifica. Pensate che la promozione diretta, il 30 agosto, veniva pagata 150 volte la posta dagli scommettitori. Eppure è anche falso sotto un altro punto di vista, perché la stampa locale la pensava diversamente. Tanto per citare me stesso, sono andato a rileggere cosa ho scritto su La Nazione e Sestaporta a fine mercato. “Le ambizioni della società sono rivolte verso l’alto con il mercato più oneroso della storia del Pisa da oltre 110 anni a questa parte e una rosa numerosa di 28 giocatori” scrivevo su La Nazione, mentre “Il Pisa, anche in virtù degli investimenti di Knaster, pari a 30 milioni di euro, difficilmente potrà riuscire a nascondersi, puntando quanto meno ai playoff in un campionato comunque molto difficile in cui le società saranno molto agguerrite […] Un mercato diverso dal solito, intrigante”, scrivevo su Sestaporta. La società ha inoltre volutamente scelto un profilo basso per cercare di non attirare su di sé grandi attenzioni. Gli obiettivi erano sicuramente quelli dei playoff e sono stati centrati. A gennaio poi ulteriori investimenti e le dichiarazioni degli stessi protagonisti hanno alzato ancor più l’asticella: “Certo che puntiamo alla Serie A”, disse Chiellini. Quindi certamente il Pisa ha fatto un campionato straordinario e di questo bisogna essere grati tanto ai giocatori quanto al tecnico e alla società, ma è anche vero che solo il Palermo, negli ultimi 15 anni, non è riuscito a promuovere dopo aver vinto il titolo di campione d’Inverno ed è chiaro che se ciò non dovesse accadere al Pisa, si parlerà anche di delusione, al di là di tutte le attenuanti del caso.

LUCCA – Dispiace per il ‘caso’ Lorenzo Lucca. Il giocatore già da tempo aveva dato segni di nervosismo ed era stato indisponente. Anche se D’Angelo ha ammesso solo ieri quanto accaduto (“non è stato convocato per comportamento non idoneo“), sappiamo da nostre fonti che già in altre occasioni il giovane fuoriclasse nerazzurro ha avuto comportamenti simili nel corso dell’anno. Mi meraviglio di molti commenti che danno addosso all’allenatore per questa decisione e di come ci si dimentichi molto presto quale sia stato il punto forte del Pisa degli ultimi 4 anni, di “gemmiana” memoria. Se il Pisa ha avuto successo è perché “il noi è venuto prima dell’io”. La squadra è stata sempre davanti al singolo e Lucca non può essere da meno. Tutti devono remare verso la stessa parte, verso lo stesso obiettivo, mettendo davanti il bene del collettivo rispetto a quello del singolo. Lucca ha sbagliato ed è stato punito, ma questo non vuol dire che sia stato fatto fuori dal tecnico e dai compagni, che anzi stanno cercando di aiutarlo. Non siamo di fronte a un altro “caso Asencio”, siamo di fronte invece a un momento di crescita di cui anche come tifosi dovremmo essere orgogliosi. Recuperare Lucca è un imperativo tanto per la squadra, quanto per gli affari della società, ma anche per lo stesso ragazzo, un potenziale grande talento del calcio italiano.

FROSINONE – Frosinone, come ha detto capitan Gucher in una lucidissima conferenza stampa ieri pomeriggio, dev’essere il punto di partenza dei playoff. Non bisognerà neanche pensare alla classifica, al fatto che il Pisa abbia ancora una remotissima possibilità di arrivare in Serie A direttamente. Bisogna pensare solo a vincere. C’è solo questo come concetto fondante del finale del torneo. Questo e nient’altro.

 

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Michele Bufalino
Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Collaboratore de "La Nazione" di Pisa da agosto 2018