Primasso ha giocato al centro della difesa come se quella responsabilità gli appartenesse da tempo. Una tale sicurezza non la vedevamo se non a un altro calciatore, quando in tenera età vestiva la maglia nerazzurra: Samuele Birindelli. Primasso ha dato indicazioni, accompagnato i compagni, scelto quando intervenire. Nel giorno del suo ventunesimo compleanno, al Menti, ha offerto una prova di autorevolezza che va oltre la giovane età e la limitata esperienza in Serie B. Che il Pisa abbia trovato un nuovo “giovane veterano”?
Torniamo a dedicargli Su Sestaporta un approfondimento dopo i segnali positivi di Mantova. Stavolta, però, il discorso cambia dimensione. A Vicenza Primasso ha mostrato di poter occupare una posizione centrale anche nelle scelte di Bianco. La personalità con cui ha affrontato la gara è stata una delle indicazioni più importanti del pomeriggio nerazzurro.
LA SCELTA – La difesa era il reparto più atteso dopo le tre settimane di sosta e, soprattutto, quello su cui si sono soffermati tutti gli occhi di tifosi e addetti ai lavori. Bianco ha scelto Calabresi, Primasso e Angori, lasciando Canestrelli in panchina. Al giovane centrale ha affidato il compito di stare in mezzo, leggere le situazioni e dare sicurezza a una linea arretrata di fatto sperimentale. Tutto all’interno di un contesto nel quale i riferimenti più esperti hanno incontrato difficoltà fino a questo momento. Caracciolo ha dovuto fare i conti prima con una condizione fisica non ottimale, poi con il problema al flessore che gli ha impedito di essere disponibile per Vicenza. Canestrelli, invece, pur essendo a disposizione, è rimasto fuori dall’undici iniziale ed è entrato soltanto nel recupero per scelta tecnica, tanto che in questo momento il posto di Canestrelli non è più scontato. La scelta del Menti lo ha dimostrato e la risposta di Primasso ha dato forza alla decisione dell’allenatore. Il ragazzo ha ribaltato le gerarchie per il ruolo centrale, guadagnandosi sul campo una precedenza rispetto a compagni con molta più esperienza. Ora è lui a mettere gli altri nella condizione di dover riconquistare spazio.
L’AUTOREVOLEZZA NEGLI INTERVENTI – A colpire è stata soprattutto la sicurezza. Primasso ha affrontato la gara con la disponibilità a prendersi responsabilità, senza limitarsi a eseguire il proprio compito. Il modo di guidare il reparto, richiamare i compagni, tenere linea e distanze, è stato impressionante. I numeri danno sostanza a questa impressione. In 72 minuti ha registrato quindici contributi difensivi, il valore più alto della partita: dieci spazzate, tre contrasti, un tiro bloccato e un intercetto. Cinque delle dieci spazzate sono state effettuate di testa, mentre tra i contrasti compare anche un intervento da ultimo uomo. Primasso ha contribuito a interrompere le azioni dei padroni di casa prima che diventassero un problema per Confente.
SEI DUELLI SU SETTE – Nei confronti diretti ha vinto quattro duelli a terra su cinque e tutti e due quelli aerei. Sei successi su sette, senza commettere falli. Un bilancio che unisce efficacia, eleganza e controllo, qualità preziose per chi gioca al centro della linea. Anche con il pallone ha mantenuto lucidità: 58 tocchi e 36 passaggi riusciti su 37, pari al 97%. Un solo errore nella distribuzione, con quattro passaggi nell’ultimo terzo di campo.
IL POSTO SI CONQUISTA – Bianco gli ha dato fiducia e Primasso ha risposto facendo valere le proprie qualità. La sua crescita allarga le possibilità del Pisa e rende più aperta la concorrenza in difesa. Nessuna gerarchia può considerarsi definitiva, soprattutto con Cremonese, Verona e Palermo all’orizzonte. Quella del Menti, però, ha lasciato senza dubbio il segno. Se dopo Mantova era un ragazzo da osservare con attenzione, adesso dopo Vicenza è un difensore con il quale tutti i compagni di reparto devono fare i conti nella corsa a una maglia. A ventun anni si è preso il centro della difesa e l’ha guidata con personalità. Adesso ha davanti l’occasione di trasformare una grande partita in un ruolo sempre più importante nel Pisa.


