Annunciato come ospite martedì, per la dodicesima puntata di Finestra sull’Arena è stato raggiunto telefonicamente Andrea Arrighini, ex calciatore di Pisa e Pontedera. Arrighini era presente anche durante il derby Pisa-Livorno, dando l’occasione perfetta per commentare l’ultima settimana appena trascorsa e la marcia di avvicinamento al match contro i granata allo stadio Mannucci. Rivedi la puntata e riascolta le parole di Andrea Arrighini.

Ciao Andrea, da pisano eri presente all’Arena per Pisa-Livorno. Cosa hai provato e come commenti questo risultato? “Sono felice, più che da giocatore da tifoso pisano dico che vincere il derby è una cosa importante per la città. Era un derby che valeva molto, ma a parte il campanilismo è stato importante per la squadra accorciare sul Livorno in classifica. Vincere dà una botta morale per il campionato.”

Arrighini in gol con la maglia del Pisa (foto da Facebook)

Sei un ex di Pisa e Pontedera. Per chi tiferai la prossima partita? “E’ una domanda difficile. Da una parte sono legato a Pisa, sono prima ancora un tifoso neroazzurro, Pisa per me è il top. A Pontedera però ho lasciato il cuore, mi ha preso nell’interregionale e ha sempre creduto in me, mi ha dato modo di mettermi in mostra permettendomi di fare prestazioni e stagioni importanti. Nel 2013 sfiorammo la B ai playoff. Ci ho lasciato tanti amici. Spero che sia una bella partita ma non sarebbe giusto dire per chi faccio il tifo. Da una parte l’amore per la città, dall’altra una società che mi ha lanciato. Spero che il Pisa vada in B e il Pontedera si salvi o guadagni anche un posto ai playoff. “

Questo dispendio di energie con il Livorno non potrebbe fare arrivare il Pisa scarico all’appuntamento con Pontedera? “Il pericolo c’è, ma non credo assolutamente che possa accadere. Vincere il derby ti dà quella serenità che non trovi facilmente normalmente, ti libera la testa, ma solo in senso positivo. La partita di domenica credo che sia anche più importante e pericolosa del derby per il Pisa. Se fai un passo falso a Pontedera vanifichi quanto fatto col Livorno. Per questo che credo che non succederà”

Da parte granata è una partita sentitissima, quasi è diventata terra ostile per i pisani. Tu a Pontedera come lo vivevi? “Per il Pontedera è una partita che da calendario aspettano da diverse settimane, soprattutto per il blasone che ha il Pisa. Hanno sempre costruito squadre con rosa e quando vedi che lo stadio fa il tutto esaurito, tendi a dare quel qualcosa in più delle altre domeniche. I giocatori danno anche quel 10% in più rispetto al solito. Purtroppo o per fortuna, Pisa porta il nome di una piazza spettacolare e queste sono le conseguenze naturali.”

Torneresti a Pisa? “Assolutamente sì, è un desiderio e un pensiero che mi porto dietro da quei 5 mesi neroazzurri. Ho dei principi che mi ha insegnato la famiglia e che dettano la mia vita. Sarebbe facile puntare il dito, ma mi prendo le mie responsabilità per i miei errori di un tempo. Spero di potermi riscattare un giorno. Mi son riguadagnato la stima di tanti, un giorno spero anche sul campo. Per il Pisa farei di tutto, ma ora so che il Pisa davanti ha tanta qualità. Un giorno però chissà, magari le nostre strade si incontreranno di nuovo.”

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Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Collaboratore de "La Nazione" di Pisa da agosto 2018