Intervista esclusiva a Jacopo Balestri, ex giocatore del Pisa con una lunga carriera alle spalle in Serie A e B. Quattro chiacchiere tra presente, passato e futuro del Pisa con aneddoti sulla carriera del calciatore.

Buongiorno Jacopo, la prima domanda è questa: cosa fa Balestri oggi?
Ciao Michele, sto ancora giocando, ma penso di finire la stagione e ritirarmi all’età di 41 anni, ho già superato ampiamente i limiti per un calciatore. Gioco a Signa da 4 anni, è un ambiente tranquillo e questo mi ha spinto a continuare ancora. Mi trovo bene.

Hai sempre lasciato un buon ricordo a Pisa.
Pisa è la mia città, per me è stato il massimo giocarci, anche se sono partito da categorie dilettantistiche. Da pisano ho sempre goduto di questa possibilità che mi è stata data, il rammarico più grande è stato non essere tornato e giocare da giocatore maturo, ma nella vita non si può avere tutto. Pisa è e rimane la squadra della mia città, del mio cuore e per la quale tiferò sempre.

Balestri con la maglia del Torino

Di tempi difficili te ne intendi, facevi parte della Primavera del Pisa Sporting Club e poi giocasti nel Pisa post fallimento. Che tempi erano?
Erano tempi diversi, un calcio diverso da quello attuale. C’era un presidente che viveva esclusivamente di Pisa (Romeo Anconetani ndr.), vecchio stampo e oggi è difficile trovarlo uno così. Ci sono valori diversi per il tempo che stiamo vivendo. Ora ci sono altre priorità. Il Pisa nel ’94 retrocesse con l’Acireale e fu un trauma perché non c’erano le basi per ripartire da lì poiché la differenza di introiti tra le due categorie era troppo alta. Come sempre Pisa ha saputo ripartire dal basso rimboccandosi le maniche ed è riuscita a ritornare nei professionisti nel giro di due anni, in un attaccamento dei tifosi sempre altissimo che non è mai cambiato. Questo ha sempre dato il là a chi comanda di avere la possibilità di salire in maniera veloce.

Cosa ne pensi di Gattuso?
In questi mesi che è stato a Pisa non è stato solo un allenatore. Ha lavorato sempre tutelando Pisa, i pisani e i giocatori. Sicuramente questa può essere stata una palestra per lui e il suo bisogno di vivere il campo così come lo sta facendo a Pisa, gli permetterà sempre di mettersi in discussione. Io voglio dare un bilancio assolutamente positivo all’operato di Gattuso. Adesso che le cose si sono rimesse a posto speriamo di trovare una quadratura per fare un girone di ritorno importante.

Jacopo Balestri vs. Rino Gattuso, da archivio Balestri

Secondo te il Pisa si salverà?
Le qualità per salvarsi ce le ha sicuramente, ha dimostrato di avere gli attributi per far bene con tutti. Ai giocatori va fatto un plauso per ciò che hanno fatto. La Serie B è anche un campionato strano e lungo e bisogna stare attenti a non cadere nei tranelli che possono capitare domenica dopo domenica. A gennaio sono arrivati giocatori di qualità e io sono molto fiducioso nel lavoro di Gattuso. C’è un amalgama importante tra giocatori, allenatore e tifosi, sono convinto che ci siano tutte le possibilità per tirarsi fuori da questa situazione, ma non sarà una passeggiata.

Sei contento dell’arrivo di Corrado?
Certamente, voglio ringraziare il presidente Corrado che ha portato a termine nonostante tutto una trattativa estenuante ridando a Pisa e al Pisa serenità e una situazione generale molto più chiara e ricca di buoni propositi e speranze.

Roberto Baggio e Jacopo Balestri ai tempi del Modena, da archivio Balestri

Hai ottenuto due promozioni in Serie A con Modena e Torino e hai giocato oltre 130 partite in massima serie. Quali sono i tuoi ricordi più belli di quegli anni?
Te ne voglio raccontare due. Prima di tutto la soddisfazione calcistica più grande è stata la promozione col Torino in Serie A. Per la prima volta mi son trovato a giocare in uno stadio con quasi 70 mila persone e tifavano tutte per la squadra dove giocavo. È stata una emozione enorme e aver raggiunto l’obiettivo è stata una cosa incredibile. Se ti devo parlare di un aneddoto in particolare invece è stato bellissimo marcare Ronaldo che per me è un giocatore fantastico, divertiva solo a vederlo entrare in campo. Sia che stesse bene o che fosse acciaccato, averlo marcato in un Torino-Milan in Serie A è stato un onore, è stato il momento più bello di una marcatura che ho avuto in carriera. Come Ronaldo ho avuto una grande fortuna a marcare anche un grandissimo campione come Roberto Baggio (nella foto di copertina) ai tempi del Brescia, il calcio italiano dieci, quindi anni fa era il top mondiale, sono stato fortunato.

In chiusura, vuoi salutare i tifosi del Pisa?
Mi definisco anche io tifoso del Pisa, siamo fantastici perché abbiamo sempre dimostrato una forza superiore a dispetto delle difficoltà. Abbiamo ribaltato situazioni incredibili con voglia e costanza. Il Popolo pisano merita un milione di applausi. 

Grazie Jacopo della disponibilità.
Grazie a te Michele e buon lavoro.

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Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Collaboratore de "La Nazione" di Pisa da agosto 2018