Ecco il “gruppo interviste” di Pisa-Benevento. In sala stampa parlano l’allenatore del Pisa Gennaro Gattuso, il presidente neroazzurro Giuseppe Corrado, l’allenatore del Benevento Marco Baroni e l’ex calciatore neroazzurro Fabio Ceravolo.

Il primo a parlare è il presidente Giuseppe Corrado: “Stasera c’è stata una conferma di una cosa che abbiamo evidenziato molto spesso in passato. Grande pubblico, tifosi che avrebbero meritato un altro epilogo e una squadra che ha finito come ha fatto nelle ultime domeniche. Tra l’altro ero girato dall’altra parte al momento del gol e mi sono perso il secondo gol, Meglio così. Anche questi risultati sembrano sempre la fotocopia delle gare precedenti. Si fa una bella partita in trasferta e poi si ritorna in casa e si fa un primo tempo tenendo in campo, ma dopo arriva un gol subito e tutto finisce male. Mi sembra di vedere la stessa gara tutte le volte, nulla di nuovo all’orizzonte. Avrei preferito ringraziarli, anziché augurargli una nuova carriera. Purtroppo non potevano essere ringraziati, ho preso atto di impegno e dote morale, ma nell’insieme il risultato e i numeri sono stati impietosi. Ed è questo quello che conta. Anche Ricci è venuto apposta per salutare la squadra. Si è rivolto specialmente a quelli che faranno ancora parte della nostra squadra dicendo che noi abbiamo la voglia di ridare al pubblico ciò che hanno perso. Da domani inizia il nuovo ciclo, ci daremo un calendario e poi parleremo a tutti nel dettaglio dei progetti. Siamo anche sorpresi di giocatori e allenatori apparentemente fuori target si siano anche proposti per venire a Pisa. Vuol dire che i nostri progetti piacciono e credo che noi abbiamo bisogno di allenatori che vogliono creare percorsi come quello ad esempio della SPAL. Se apriremo un ciclo, sì, ma sarà un bi-ciclo, non un tri-ciclo.”

A salutare tutti anche Gennaro Gattuso che questa sera si congeda da Pisa: “Da allenatore e dopo 14 stagioni da giocatore, ho vissuto qualcosa che mi ha segnato. Non avrei mai immaginato da quando ho iniziato a fare questo mestiere che poteva succedere una roba così. Sono felice di questo pubblico. Ho sempre pensato, per come ho vissuto e per l’educazione che mi hanno dato i miei, di essere un grande uomo. E sono commosso per lo striscione che mi hanno tributato. Quando fai capire alla gente che sei un uomo vero, è bello essere apprezzato. Sono migliorato anche dal lato umano, ma posso ancora migliorare, non si finisce mai. Oggi si è scritta un’altra pagina importante dell’uomo Gattuso. Però mi brucia il culo, avrei pensato di chiudere con una vittoria, ma va bene così, la squadra si è sgretolata. Domani uscirà qualcosa, una sorpresa per ringraziare, è il minimo che possa fare. Non c’è stato nulla col presidente, non c’è stata nessuna discussione. Però ho anche delle colpe, perché non volevo litigare con questo gruppo e ho fatto passare due-tre cose e dovevo essere me stesso. Se uno nasce tondo non muore quadrato. Ho rinnegato questo titolo qua e me ne assumo le responsabilità. Io so lavorare solo in un modo, non faccio tanti giri di parole quando parla, forse non ho una grandissima dialettica, ma sono uno che vuole andare al sodo va subito al sodo. Faccio sempre l’esempio della mamma e del papà: quando mamma dice una cosa e babbo un’altra i figli non capiscono niente. Ma ripeto, me ne assumo le responsabilità. Riparto dai due anni qua, dall’anno dell’OFI Creta, adesso il mio tirocinio è finito. Da calciatore nessuno mi ha regalato niente, è stato molto difficile. O si lavora con criterio o starò a guardare le mie aziende e allenerò qualche ragazzino la sera a Gallarate. Ho commesso tanti errori e ho fatto anche tante cose buone. Penso che in questi due anni ne esco molto rafforzato. Mi sento più sicuro di me quando affronto i temi calcistici. ”

Poi è la volta di Marco Baroni, allenatore del Benevento: “I playoff non sono un obiettivo, i playoff bisogna vincerli. E’ una nuova sfida, noi ci siamo e lo abbiamo dimostrato. La squadra è viva e ha passato momenti difficili. Ci faremo trovare pronti, ne ho la certezza. E’ stata una gara difficile. Io sapevo che questa era una squadra dura da affrontare, l’entusiasmo del pubblico è stato incredibile, non è facile per una squadra che saluta la categoria avere un pubblico così. Avevamo bisogno di una prestazione così. Sono tutte squadre difficili da affrontare ai playoff. Bisogna provare ad arrivare in fondo, questo è stato un campionato difficile, ma se hai tutte le componenti e una squadra che non molla, tutto è più facile.”

Queste infine le parole di Fabio Ceravolo, ex calciatore del Pisa ora in forza al Benevento: “E’ un ricordo indelebile per me quello di Pisa, sono passati 10 anni. mi ero promesso che se avessi fatto gol non avrei esultato. Sono contento naturalmente per la vittoria che ci permette di raggiungere i playoff. Sono rimasto impressionato e mi sono venuti i brividi dalla curva del Pisa. Per me Pisa non merita né la Lega Pro, né la B, ma la Serie A.”

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Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Collaboratore de "La Nazione" di Pisa da agosto 2018