I numeri aiutano a leggere il momento, anche se non sono tutto. Per il momento però contro le stesse quattro squadre, il Pisa ha raccolto di più nel girone d’andata con Gilardino che nel ritorno con Hiljemark.

Il confronto è diretto. Con il Verona, all’andata finì 0-0 all’Arena. Al ritorno, ancora 0-0 al Bentegodi. Un punto per parte in entrambe le gestioni. Con il Milan, invece, il dato cambia. A San Siro il Pisa strappò un 2-2, partita aperta, coraggiosa, decisa da un gol nel recupero di Athekame che riprese i nerazzurri, andati in vantaggio con Cuadrado e Nzola. Al ritorno, all’Arena, è arrivato invece un 1-2, nonostante la rete di Loyola, al momento l’unico calciatore ad essere andato in gol sotto la gestione Hiljemark. Stesso copione con la Fiorentina. All’andata 0-0 in casa, gara in cui il Pisa avrebbe meritato ampiamente la vittoria, ma solo un furto negò la gioia del successo anche grazie a una rete annullata a Meister. Al Franchi invece, nel ritorno, sconfitta per 1-0 con poche attenuanti. Infine il Bologna. All’andata un pesante 4-0 al Dall’Ara. Al ritorno, però, la squadra ha giocato una partita diversa per atteggiamento e intensità, ma è uscita comunque battuta 0-1. Il bilancio complessivo insomma dice questo: con Gilardino tre punti in quattro partite, frutto di tre pareggi. Con Hiljemark un solo punto, quello di Verona, e tre sconfitte. La scossa però, nei risultati, non c’è stata. E nel confronto diretto con le stesse avversarie il rendimento è calato.



