A margine dell’evento “Mau Ovunque”, il capitano del Pisa, Antonio Caracciolo, ha rilasciato una lunga e accorata intervista ai microfoni di 50 Canale. Il difensore nerazzurro non si è nascosto dietro un dito, analizzando con estrema lucidità il fallimento della stagione appena conclusa, ma lanciando al contempo un messaggio di forte attaccamento ai colori sociali e alla città.

Caracciolo esordisce con un’analisi durissima ma onesta sull’andamento del campionato, contrapponendo la delusione del campo all’incessante supporto della curva: “È stata un’annata disastrosa. Sono qua da sei anni e per me è difficile anche trovare le parole. I tifosi anche quest’anno sono stati eccezionali in tutto, ci hanno aiutato fino all’ultima partita e questo per noi ha un valore incredibile. Sappiamo che in campo molte volte non abbiamo meritato tutto quell’affetto, quella voglia e quella dimostrazione. Adesso tocca a noi voltare pagina e capire che gente abbiamo dietro che ci sostiene.”
Con un contratto teoricamente ancora valido per un’altra stagione, il capitano si proietta in avanti con la voglia matta di cancellare i passi falsi recenti e riportare il Pisa dove merita: “Io parlo da giocatore: ora in teoria dovrei avere un altro anno, però vediamo quello che succede. Mi piacerebbe rimanere e riconquistare qualcosa, come avevo detto dopo la finale playoff; riconquistare quello che abbiamo perso e che abbiamo perso anche quest’anno. Ormai sta arrivando la fine della mia carriera, mi piacerebbe finire nella categoria dove il Pisa, la città e il tifo meritano di stare.”
L’intervista si chiude con una vera e propria dichiarazione d’amore verso Pisa, diventata ormai una seconda casa per lui e per la sua famiglia, con uno sguardo già rivolto a ciò che accadrà dopo aver appeso gli scarpini al chiodo: “Cerco di dare sempre il massimo, finché ce la faccio darò l’anima in tutto quello che faccio. Porterò sempre rispetto al mio lavoro e per chi lavoro, perché io non lavoro semplicemente ‘per il Pisa’, ma per una città intera che sogna, ci spera e vive per questo. Questa è la regola che mi impongo da inizio anno. Qua siamo rinati come famiglia, mio figlio e mia moglie stanno bene, e se stanno bene loro sto bene anch’io in campo. In questo momento Pisa per me è tutto: spero di finire la carriera qua. In futuro vorrei fare l’allenatore e mi piacerebbe iniziare questo percorso proprio a Pisa… poi nella vita non si sa mai quello che può succedere.”



