Tifosi sempre presenti e squadra chiamata a reagire: la salvezza ora è lontana, il tecnico è chiamato a chiudere il torneo con dignità. Eppure il club non ha mai venduto illusioni, anzi.
Il contratto di Hiljemark, con scadenza a Giugno 2027, racconta una direzione che va oltre l’emergenza del momento. Come se il club avesse deciso di stare dentro un percorso, comunque vada questa stagione. Se non si può cambiare in fretta la classifica, almeno si può provare a salvare qualcosa che serva davvero per ripartire. La cartolina più vera di questa stagione sta negli spalti. Anche quando la classifica è sembrata soverchiante, i tifosi hanno continuato a esserci. Hanno seguito il Pisa ovunque, pure a Torino, e adesso chiedono una cosa semplice: chiudere con dignità. Perché l’orgoglio non può essere negoziabile. Serve una reazione per non trascinare fino a Maggio l’idea di una resa. Ovviamente bisogna anche fare un inciso, se il tecnico dovesse perdere tutte le prossime partite lo scenario cambierebbe, come normale che sia, ma nessuno si auspica una situazione di questo tipo.
A Pisa, nonostante i tanti errori del campionato, nessuno ha mai costruito la stagione promettendo miracoli. Anzi. Giovanni Corrado, a Settembre, aveva messo le mani avanti con una frase che oggi suona quasi come una profezia: “Non possiamo pensare che il Pisa possa salvarsi a febbraio-marzo. Se il Pisa si salverà la salvezza sarà sporca, tirata, forse da giocarsi all’ultima giornata, magari anche con qualche incastro dagli altri campi”. Certo nessuno si sarebbe aspettato una situazione così difficile. La volontà sarà quella di ripartire da qui. Perché la società al netto di tutto resta presente con i suoi progetti e la sua visione.



