Il risultato racconta una vittoria netta dei nerazzurri, ma i numeri spiegano soprattutto come è arrivata: pochissimo possesso, ma molta più efficacia nei momenti decisivi.
IL POSSESSO – Il primo dato che emerge dal match report è proprio questo squilibrio netto. Il Cagliari ha tenuto più palla, con circa il 71% di possesso contro il 29% del Pisa, e ha costruito molto di più dal punto di vista del palleggio. I rossoblù hanno completato oltre 500 passaggi contro i circa 160 dei nerazzurri, segno di una gara in cui la squadra di Pisacane ha cercato più a lungo la manovra.
LA VITTORIA NELLE CONCUSIONI PRECISE – Anche il numero di tiri sembra raccontare una partita diversa: 15 conclusioni del Cagliari contro 10 del Pisa. Ma è guardando meglio quel dato che si capisce dove il Pisa ha vinto davvero la partita. I nerazzurri hanno tirato meno, ma molto meglio: 6 tiri nello specchio su 10 tentativi, mentre il Cagliari si è fermato a 4 su 15. Il Pisa, a differenza di altre volte, ha colpito nei momenti giusti e, soprattutto, ha saputo sfruttare la situazione.

RIBALTATO IL DATO SUO CALCI DA FERMO – Uno degli aspetti più sorprendenti riguarda i calci piazzati. Per tutta la stagione il Pisa aveva faticato tremendamente a segnare da palla inattiva, soprattutto nelle gare casalinghe. Contro il Cagliari invece la gara si è decisa proprio lì. Il primo gol nasce dal rigore trasformato da Moreo dopo il fallo su Calabresi. Poi, nella ripresa, la partita si chiude con due episodi ravvicinati: il raddoppio di Caracciolo dopo una rimessa laterale e il 3-0 ancora del capitano sugli sviluppi di calcio d’angolo. In una sola partita il Pisa è riuscito quasi a triplicare quanto aveva prodotto termini di gol da situazioni da fermo.
IL CAPITANO SUGLI SCUDI – A livello individuale la partita ha avuto due protagonisti chiari. Il primo è Antonio Caracciolo, autore della sua prima doppietta in carriera. I numeri spiegano bene la sua serata: due tiri, due nello specchio, due gol, oltre a cinque recuperi difensivi che dimostrano quanto sia stato decisivo anche dietro. Il secondo è Stefano Moreo, che oltre al gol su rigore ha avuto un ruolo centrale nel lavoro offensivo. È stato uno dei giocatori più attivi della squadra con tre conclusioni e due passaggi chiave, ma soprattutto con un enorme lavoro senza palla. Non a caso è tra i giocatori che hanno corso di più, superando gli 11 chilometri percorsi.
TANTA CORSA – La partita del Pisa, in effetti, si spiega molto anche con la corsa. Nonostante l’espulsione che ha costretto la squadra a giocare in inferiorità numerica per oltre un’ora, i nerazzurri hanno percorso 112 chilometri complessivi, praticamente la stessa distanza del Cagliari, ma per un’ora con un giocatore in meno. Tra i più attivi ci sono stati Aebischer, Moreo e Angori, tutti sopra gli undici chilometri. La squadra si è compattata, ha corso per due e ha saputo difendere il vantaggio senza perdere lucidità.
LA QUALITA’ DECIDE IL MATCH – Pisa-Cagliari si è decisa, insomma, nella qualità delle occasioni da gol. Ed è probabilmente proprio questo l’aspetto più significativo della vittoria nerazzurra: per una volta il Pisa non ha avuto bisogno di creare molto per fare male. Gli è bastato colpire quando serviva, cosa che in passato non era riuscita.



