Come già detto all’interno dell’articolo in cui è stato annunciato l’esonero del direttore sportivo (link qui) dietro l’esonero del direttore sportivo c’è la divergenze di vedute con la proprietà sulla gestione dell’allenatore. Ecco i dettagli e una critica all’azionista di maggioranza del Pisa.
I MOTIVI DELL’ESONERO – L’esonero di Davide Vaira da direttore sportivo del Pisa è un passaggio che ci invita a riflessioni profonde. Una divergenza di vedute sulla gestione tecnica della squadra e soprattutto una diversa lettura di quanto stava accadendo da settimane sotto gli occhi di tutti. Se avete sempre letto queste pagine ho caldeggiato più volte la possibilità che il miniciclo di Hiljemark fosse ormai al capolinea senza più niente da dire. La nota del club ha scelto la strada più asciutta possibile. Secondo quanto raccolto, l’esonero nasce sulle valutazioni relative a Oscar Hiljemark. Già dopo la gara con il Como, Vaira avrebbe spinto per arrivare a un cambio in panchina, o comunque per aprire con forza una riflessione sull’allontanamento dell’allenatore. La proprietà, invece, è rimasta ferma su una posizione diversa: andare avanti fino alla fine del campionato e, anzi, continuare a considerare Hiljemark come il tecnico su cui costruire anche la prossima stagione o comunque concludere questo campionato. Da lì in poi la distanza sulla visione del progetto sportivo si è allargata definitivamente. Le settimane hanno portato altri risultati negativi, fino alla sconfitta con il Genoa. Vaira avrebbe continuato a insistere sulla necessità di intervenire, mentre la proprietà ha difeso la propria linea. Il risultato è stato l’esonero. In sostanza, il direttore sportivo è stato mandato via perché chiedeva un cambio tecnico che la proprietà non voleva concedere. Ha sicuramente fatto degli errori gravi Davide Vaira, ma paga per tutti anche colpe non solo sue.
KNASTER DECIDE PER TUTTI . Anche Giuseppe e Giovanni Corrado che hanno rapporti di amicizia e stima profonda non hanno potuto far niente di fronte alla scelta della proprietà, dell’azionista di maggioranza. Non è la prima volta che Knaster prende decisioni discutibili. E’ avvenuto quando il Pisa non vendette Lucca al Sassuolo nell’inverno 2022, è lui che ha deciso, da quanto si apprende, anche la scelta dello stesso Hiljemark quando invece i direttori erano maggiormente orientati verso la scelta di Giampaolo. E’ sempre Knaster che ha deciso la scellerata politica sui prezzi di biglietti e abbonamenti che sta logorando il tifo e ha reso Pisa la quinta piazza dagli abbonamenti e biglietti più cari della Serie A. Ed è ancora Knaster che ha stanziato un budget di soli 14 milioni, poi comunque spesi male questa estate.
SI POTEVA FARE IN MODO DIVERSO – C’è poi un tema di tempi e di modi. Un direttore sportivo allontanato ad Aprile, con un contratto fino al 2028, con una squadra in piena crisi di risultati e che voleva esonerare un allenatore che ha raccolto quattro punti nelle ultime dieci partite, otto delle quali perse, è una scelta che lascia inevitabilmente perplessi. Così è quasi una mancanza di rispetto. Vaira può aver avuto ragione o torto nella sua valutazione, ma la sua posizione nasceva da un dato evidente: Hiljemark oggi appare totalmente bruciato dentro il contesto Pisa. Il rapporto con la piazza si è logorato, i risultati lo hanno indebolito, la prospettiva di ripartire con lui rischia di trasformarsi in un problema per la prossima stagione. Insistere con questo allenatore per la prossima stagione rischia di essere un autogol clamoroso. Il Pisa insomma ha scelto di difendere Hiljemark e di sacrificare Vaira. Una scelta illogica, che si può condividere o criticare, ma che può far sembrare che ci siano scelte che non ci sono. Si poteva fare in modo diverso insomma, ma non così. La responsabilità del progetto tecnico, da questo momento in poi, ricade ancora di più direttamente sulla proprietà.



