Il recupero dell’esterno ridà una soluzione a Hiljemark, ma il vero tema resta un altro: valorizzare gli uomini a disposizione e ricompattare una squadra che ha perso certezze
LERIS E MARIN – Il Pisa si avvicina alla trasferta di Parma con una notizia positiva e una che invece conferma le difficoltà del momento. Leris è tornato in gruppo e può rappresentare una risorsa importante per la gara del Tardini, mentre Marin non sarà ancora a disposizione. Il rientro di Leris è importante, serve intensità, serve dinamismo, serve qualcuno capace di dare una scossa a una manovra che troppo spesso si è spenta dentro un possesso lento o in una costruzione prevedibile. L’assenza di Marin, invece, continua a togliere qualità e ordine. Al di là del rendimento individuale, il romeno resta uno dei pochi in rosa con certe caratteristiche di gestione e lettura.

HILJEMARK RIUSCIRA’ A RECUPERARE LO SPOGLIATOIO? – Ed è qui che si apre il tema più grosso, che va oltre i singoli indisponibili. La domanda, ormai, riguarda Hiljemark e la sua capacità di usare meglio i giocatori che ha a disposizione. Loyola, ad esempio, è stato schierato in una posizione non sua, da sottopunta, finendo fuori contesto e fuori partita. Durosinmi, che rappresenta l’investimento più importante fatto dal club, è rimasto ai margini senza mai diventare davvero una risorsa centrale. Bozhinov è sparito dai radar, Stojilkovic anche, mentre Iling-Junior è ormai fuori dal progetto tecnico. La trasferta di Parma, in questo senso, conta anche per i messaggi che potrà dare. Non cambierà da sola il giudizio sulla stagione, ma può dire qualcosa sulla tenuta del gruppo e sulla capacità di Hiljemark di correggere almeno una parte degli errori e non bruciare definitivamente i giocatori. Gabbanini è arrivato anche per capire su chi puntare. E dentro questa analisi finirà inevitabilmente anche la posizione dell’allenatore. Hiljemark ha ancora tempo per giocarsi le sue carte, ma quel tempo adesso va riempito con scelte giuste, una squadra più leggibile e una gestione più convincente degli uomini. Altrimenti il futuro del Pisa potrebbe ripartire da basi diverse.



