Non hanno voluto mancare. Perché quando la maglia nerazzurra chiama, anche se declinata sotto la veste della solidarietà, chi ha sudato per questi colori risponde sempre presente. Sul rettangolo verde del “San Cataldo”, il campo del Porta a Piagge, in occasione della quinta edizione della partita di beneficenza organizzata da La Gazzetta di Pisa per il secondo lotto del Parco di Mau, c’era un pezzo di storia del club.

Tra una giocata e l’altra, quattro ex calciatori del Pisa hanno scambiato battute e riflessioni sull’attualità della squadra della nostra città, analizzando il momento presente e tracciando le prospettive future per i colori nerazzurri.  Il primo a concedersi in esclusiva ai nostri microfoni a bordo campo è stato Giovanni Passiglia. L’ex centrocampista, sempre attento alle dinamiche di spogliatoio, ha analizzato l’andamento della squadra: “Alcuni giocatori che l’anno scorso avevano tirato la carretta in Serie B non pensavo facessero un campionato di A così importante come Moreo o Caracciolo, ma secondo me non sono stati messi nelle condizioni giuste. Sono stati spesi però anche tanti soldi, quindi non si può dire che la società si sia tirata indietro, ha semplicemente fatto le scelte sbagliate. Spero che venga un allenatore competente e di categoria, che sappia cosa deve fare. Soprattutto un allenatore italiano. A fianco a lui calciatori di categoria e affermati, che conoscono il campionato. Per restare al vertice dove Pisa merita di stare”.

Subito dopo è stato il turno di Andrea Arrighini. L’attaccante, che conosce bene il peso della pressione della piazza pisana e l’importanza del supporto dell’Arena Garibaldi, ha parlato anche della vecchia guardia: “La vecchia guardia è stata da applaudire per quello che ha fatto. Da Antonio, Moreo, Calabresi, sono state conferme inaspettate. Non si salva purtroppo l’andamento della stagione. Non sono mai riusciti a regalare le gioie che i tifosi si meritavano. Ora è chiuso questo capitolo, poi la società dovrà ripartire con un nuovo progetto. Come ricostruire? Cercare di tenere quei ragazzi che hanno dato tutto e ripartire da loro. A volte dopo un’annata così la testa va gestita e gli va data fiducia. Bisogna far lavorare il direttore ed è importante prendere calciatori adatti per la risalita”

Dalla difesa all’analisi tattica il passo è breve. Simone Calori, con la consueta lucidità che lo contraddistingueva anche in campo, ha voluto dire la sua sulle prospettive future del club: “Ciò che più mi dispiace è non aver creato nulla. Non c’è stata identità ed è un peccato. Il Pisa se la poteva giocare e così invece non è stato, è sembrato di non voler difendere la categoria. Alcune scelte dovevano essere più intelligenti. Hiljemark doveva far giocare Marin, anche simbolicamente. L’ho visto come un qualcosa contro l’ambiente. Ora ci vuole un allenatore di categoria per riaccendere la piazza. Se non si crea un ambiente più “pisano” non si riesce ad amalgamare. Ridurrei il numero di stranieri. E’ mancato questo calore e io da questo calore ripartirei”. 

A chiudere la carrellata di opinioni non poteva mancare Emiliano Niccolini. Pisano doc, profondo conoscitore dell’ambiente e sempre molto legato alle sorti della squadra della sua città, ha espresso il suo punto di vista con la passione di sempre: “bisogna ripartire, sperando di farlo nel miglior modo possibile. Sicuramente sarà difficile, perché bisogna capire quali saranno gli obiettivi della società, se ricostruire oppure invece ripartire da pate del gruppo. La società ha sempre detto di essere ambiziosa, quindi mi aspetto qualcosa di positivo. L’allenatore dovrà essere un allenatore di categoria che ha sempre fatto bene. Fare una scommessa oggi sarebbe rischioso, sicuramente qualche giocatore andrà via, bisognerà integrare anche giocatori di categoria. C’è qualcosa da salvare? La prima parte di stagione, nella quale il gruppo che ci ha portato in Serie A non si era comportato male. Purtroppo chi è arrivato invece non si è dimostrato all’altezza per aiutare questo gruppo storico. A loro va tutto il mio rispetto perché si è visto quanto hanno tenuto alla maglia i ragazzi della vecchia guardia”.

 

 

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Michele Bufalino
Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Ex collaboratore de "La Nazione" di Pisa fino a marzo 2025. Scrivo anche per Qui News Pisa e collaboro con Punto Radio.