I sempre più imminenti arrivi di Marras e Leone, ma potremmo citare anche i tanti altri giovani che il Pisa sta sondando o trattando sul mercato ci parlano di una vera e propria dichiarazione d’intenti da parte della società. La dirigenza, lo avevamo accennato ieri su Sestaporta, è andata su giovani, o comunque italiani e affamati. Una strategia che risponde anche a una precisa necessità, quella di avviare un vero e proprio ricambio nella rosa, capiremo poi nel corso del mercato se parziale o totale.
Per capire il presente bisogna guardare al passato recente. Il Pisa ha vissuto stagioni d’oro, come la cavalcata del 2021/2022 (terminata in finale playoff) o la grande promozione del 2024/2025, aggrappandosi a giovani duri che hanno fatto la fortuna del club. Parliamo dei vari Idrissa Touré, di Pietro Beruatto (al tempo entrambi provenienti dalla C) o delle scommesse come Samuele Angori e Gabriele Piccinini (che nel caso dell’ex Pontedera erano alla prima esperienza in B). Giocatori che hanno dato tantissimo, ma che per motivi diversi – usura, cali di rendimento o percorsi personali o andranno via oppure nel caso di Beruatto, si sono poi “persi per strada”, esaurendo quella spinta propulsiva che aveva infiammato l’Arena Garibaldi. I cicli finiscono, ed evitare la stagnazione è l’unico modo per non retrocedere nelle ambizioni.
Stavolta però c’è qualcosa di diverso. Si cerca il profilo del “giovane da Serie B” o comunque del 25enne d’esperienza di categoria. La svolta strategica di quest’anno si muove su due binari paralleli ed evita un errore comune: l’esotismo a tutti i costi. Prima di tutto non ci sono salti del vuoto salti nel vuoto dalla C. Il Pisa, in questa fase (non è detto che poi non faccia diversamente più avanti) ha scelto deliberatamente di evitare quei profili che hanno fatto bene in terza serie ma che pagherebbero lo scotto del salto di categoria. Si è mosso fin dalle settimane che hanno preceduto l’apertura del mercato per cercare giovani (Come Marras e Leone, anche se quest’ultimo non è un under, già pronti per il grande salto. La dirigenza si è mossa d’anticipo per agganciare quei calciatori che la Serie B l’hanno già masticata e si sono messi in luce nell’ultima stagione. Profili futuribili ma già strutturati, che si trovano esattamente di fronte al bivio della crescita definitiva. L’idea della società è quella di offrire a questi talenti la vetrina ideale: una piazza esigente, una grande squadra di categoria che possa fare da trampolino di lancio verso la Serie A sia per loro che per il club.



