L’addio di Hojholt lascia la rosa senza giocatori di nazionalità sportiva nordica. Il bilancio di Lind, Abildgaard, Meister e Solbakken.

Malthe Hojholt è stato l’ultimo a salutare. Il trasferimento a titolo definitivo al Gornik Zabrze ha chiuso, almeno per il momento, la parentesi nordica del Pisa. Un gruppo nato nell’estate del 2024 con gli arrivi dei danesi Lind, Abildgaard e Hojholt. Nel gennaio successivo si aggiunsero Meister e il norvegese Solbakken. Oggi nessuno di loro fa più parte della rosa, anche se Meister resta di proprietà del club ed è passato al Derby County in prestito con diritto di riscatto. Sono stati i protagonisti della promozione in Serie A del Pisa della stagione 2024-25.

A salutare la piccola colonia scandinava è stato Alessandro Musumeci, curatore della pagina “Il Calcio Nordico” e ospite di Finestra Sull’Arena. «È ufficiale, il Pisa non ha più calciatori nordici in rosa», ha scritto dopo le partenze di Henrik Meister e Malthe Højlholt. Una scelta sulla quale, per il momento, preferisce non dare giudizi definitivi. «Non posso ancora dire se il Pisa abbia fatto bene. I calciatori più importanti per la promozione, però, erano altri. Penso soprattutto a Lind e, per gli equilibri che riusciva a garantire, anche ad Abildgaard».

MEISTER E HØJLHOLT – Il giudizio sui due giocatori appena partiti è piuttosto netto. «Højlholt era un buon gregario. Un ragazzo serio, che si impegnava, ma senza riuscire a fare una differenza tale da essere rimpianto». Ancora più severa la valutazione su Meister: «Non ho mai capito l’investimento fatto dal Rennes. Fisicamente è una belva e questo è impossibile non riconoscerlo, ma ha limiti tecnici evidenti. In un campionato come quello italiano, Serie A o Serie B, prima o poi vengono fuori». L’esperienza al Derby County potrebbe comunque aiutarlo: «In Inghilterra può fare meglio, perché troverà un calcio diverso e probabilmente più adatto alle sue caratteristiche». Entrambi, in ogni caso, restano legati alla promozione conquistata con il Pisa. «Hanno partecipato a una stagione storica e saranno ricordati con affetto. Con le loro partenze si chiude un’era anche per noi. Speriamo di poter riabbracciare presto una tifoseria che si è sempre comportata in maniera impeccabile».

IL RITORNO DI LIND – Musumeci si è soffermato anche sulla scelta di Alexander Lind di tornare in Danimarca. Una decisione che va oltre il calcio. «La sua è una storia delicata. Ha attraversato momenti molto difficili, anche per quanto accaduto alla madre, e ha sempre avuto problemi nel prendere gli aerei. Il suo inizio di carriera è stato travagliato. Se ha trovato serenità in Danimarca non gli si può contestare niente. A Pisa si è impegnato tantissimo e ha contribuito a scrivere la storia del club».

LE CONDIZIONI DI SOLBAKKEN – Durante l’intervista è arrivato anche un aggiornamento su Markus Solbakken, al quale è stata diagnosticata la sclerosi multipla. «Ultimamente sta migliorando, anche se continua ad avere problemi alla vista. Sta cercando di convivere con una visione parziale. L’infiammazione all’occhio va e viene e, da quanto ho saputo, aumenta quando accelera il battito cardiaco. Per un calciatore è un limite importante». Musumeci considera Solbakken uno dei nordici più forti passati da Pisa: «Dopo Lind era quello con maggiore talento. Ha giocato poco nella stagione della promozione perché la squadra aveva ormai trovato i propri equilibri. È un peccato enorme. Sono contento che possa continuare a giocare. Il club e i compagni gli stanno vicino, gli danno fiducia e lo fanno sentire importante. Sta affrontando con grande forza quello che la vita gli ha riservato».

Hiljemark mentre si gode un pomeriggio di relax con la squadra matematicamente esonerata, a campionato in corso

IL FALLIMENTO DI HILJEMARK – Molto duro anche il giudizio sull’esperienza di Oscar Hiljemark sulla panchina nerazzurra. «In Scandinavia aveva ottenuto risultati dignitosi, ma a Pisa ha avuto un atteggiamento sbagliato e questa è la sua responsabilità principale. Non è stato capace di assumersi fino in fondo il peso della situazione». Secondo Musumeci, però, le colpe non possono ricadere soltanto sull’allenatore. «La domanda è perché sia stato scelto. Dopo una promozione tanto importante, nella stagione più delicata degli ultimi trent’anni, non aveva senso affidare la squadra a un tecnico completamente inesperto. Dal Nord Europa si possono prendere giovani calciatori, ma scegliere un allenatore per una situazione simile era un rischio enorme. Hiljemark ha fallito, su questo siamo tutti d’accordo, ma le responsabilità sono anche della dirigenza e della proprietà. Probabilmente era rimasta l’unica soluzione disponibile dopo altri rifiuti. Doveva essere un outsider, poi si è creato un cortocircuito fatto di scelte completamente sbagliate».

L’ADATTAMENTO AL CALCIO ITALIANO – Il problema, secondo il curatore de “Il Calcio Nordico”, riguarda più in generale il passaggio diretto dai campionati scandinavi all’Italia. «Le prime difficoltà sono culturali. Tra le realtà nordiche e quelle italiane esiste una grande differenza. I ragazzi molto giovani possono adattarsi meglio se partono da una Primavera o da un ambiente con meno pressioni. In questo modo hanno il tempo di conoscere il Paese e di imparare una tattica che nel Nord Europa esiste, ma non ha la stessa centralità». Il rischio aumenta quando un giocatore viene inserito subito in prima squadra. «Spesso vengono presi e buttati direttamente nella mischia, pensando che possano rendere immediatamente. Al Nord hanno il tempo di sbagliare, di essere corretti e di ripartire. In Italia bastano due o tre partite negative per essere bollati. È soprattutto una questione mentale e culturale, oltre che tecnica e fisica». Per Musumeci servirebbe quindi un percorso più graduale: «L’ideale sarebbe passare dal Nord Europa a campionati come quelli di Austria, Belgio o Olanda e soltanto dopo arrivare in Italia. Oggi, invece, c’è troppa fretta. Si considera quasi vecchio un calciatore di 24 anni e si cerca di anticipare i tempi. Così molti finiscono per fallire».

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Michele Bufalino
Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Ex collaboratore de "La Nazione" di Pisa fino a marzo 2025. Scrivo anche per Qui News Pisa e collaboro con Punto Radio.