FantaFigurine riscrive l’estate del calcioscommesse: la CAF non cambia il verdetto e Schachner guida l’attacco nerazzurro con Piovanelli. Per qualche settimana il Pisa fu davvero in Serie A. Lo stabilì una sentenza, prima che un altro verdetto cambiasse tutto. Quasi quarant’anni dopo, FantaFigurine ha immaginato cosa sarebbe accaduto se quella decisione fosse stata confermata.

IL RIPESCAGGIO DURATO POCHI GIORNI – La stagione 1986-87 fu una delle più importanti della storia del Pisa (ricordate il nostro speciale sulle squadre che fecero l’impresa a questo link?). Nell’estate del 1986 il calcio italiano venne travolto dal secondo scandalo del calcioscommesse. Il Pisa aveva appena concluso il campionato di Serie A al quattordicesimo posto, retrocedendo sul campo. Le prime sentenze, però, ridisegnarono le categorie. L’Udinese venne retrocessa in Serie B e il posto lasciato libero fu assegnato al Pisa. Anche la Lazio venne colpita duramente e spedita inizialmente in Serie C1. Il Lanerossi Vicenza, invece, non fu ammesso alla Serie A, permettendo all’Empoli di salire nella massima categoria. A Volterra, sede del ritiro nerazzurro, la notizia del ritorno in Serie A venne accolta come una liberazione. Romeo Anconetani si mosse subito di conseguenza. In panchina tornò Gigi Simoni, già protagonista della promozione del 1985, mentre per l’attacco fu acquistato Walter Schachner. L’austriaco arrivava dal Torino e aveva alle spalle una lunga esperienza nel calcio italiano. Doveva essere uno dei punti di riferimento del nuovo Pisa. Il 26 Agosto arrivò però la decisione della Commissione d’Appello Federale. L’Udinese rimase in Serie A con nove punti di penalizzazione. La Lazio evitò la Serie C1, restando in Serie B con lo stesso handicap. Per il Pisa significò tornare tra i cadetti dopo aver programmato il mercato pensando alla massima categoria. Le sentenze d’appello modificarono così il quadro stabilito in primo grado.

Pisa-Cesena 1-0, Piovanelli fronteggiato da Cotroneo (Archivio Pisanellastoria)

SCHACHNER PARTE, ARRIVA CECCONI – In Serie B non era possibile tesserare calciatori stranieri. Schachner dovette quindi lasciare Pisa senza aver disputato una partita ufficiale e passò all’Avellino. L’operazione portò in nerazzurro Luca Cecconi, destinato a diventare uno dei protagonisti della stagione. La delusione della città fu enorme. Durante Pisa-Torino di Coppa Italia l’Arena venne lasciata praticamente deserta. Sugli spalti comparvero bare simboliche, lumini e striscioni di protesta. Era la risposta della tifoseria a una Serie A prima concessa e poi tolta nel giro di poche settimane. Il campionato cominciò male, con la sconfitta interna per 2-0 contro il Modena. Poco alla volta, però, il gruppo costruito da Simoni trovò equilibrio. Mannini, Faccenda, Cavallo, Lucarelli, Bernazzani, Cuoghi, Caneo e Sclosa formarono l’ossatura della squadra. Davanti crebbero Cecconi e Lamberto Piovanelli.

Cremonese-Pisa

IL FINALE ENTRATO NELLA STORIA – Per conquistare la promozione servirono due vittorie nelle ultime due giornate. La prima arrivò all’Arena contro la Lazio, battuta 3-0 con una doppietta di Piovanelli e la rete di Cecconi. Il 21 Giugno 1987 il Pisa si presentò poi a Cremona per giocarsi tutto contro la capolista. Sclosa segnò su rigore, quindi Piovanelli si tuffò sul cross di Cuoghi e mandò il pallone alle spalle del portiere grigiorosso. La voce di Aldo Orsini fece il resto: «Piovanelli! Piovanelli! Ed è il due a zero!». Il Pisa vinse 2-1 e tornò in Serie A sul campo. Quel gol e quella telecronaca sono rimasti tra le immagini più forti della storia nerazzurra.

L’album di FantaFigurine

LA STORIA ALTERNATIVA – FantaFigurine parte proprio da quel bivio. La sentenza di primo grado viene confermata, l’Udinese scende in Serie B e il Pisa disputa il campionato 1986-87 in Serie A. Schachner non va all’Avellino e resta a disposizione di Simoni. La ricostruzione mantiene il telaio della squadra che nella realtà avrebbe conquistato la promozione. Davanti a Mannini ci sono Cavallo, Chiti, Faccenda e Lucarelli. A centrocampo Bernazzani, Cuoghi, Caneo e Sclosa. In attacco la coppia formata da Piovanelli e Schachner, con Cecconi come alternativa di primo livello. Una squadra corta e senza grandi nomi in ogni reparto, ma con un’identità precisa. Simoni conosceva bene l’ambiente e sapeva ottenere il massimo dai suoi giocatori. Schachner avrebbe aggiunto esperienza internazionale e peso offensivo. Piovanelli avrebbe potuto crescere al suo fianco senza dover sostenere subito tutto il reparto. Avrebbe conquistato la salvezza? Non può esserci una risposta certa. Quel Pisa aveva però organizzazione, carattere e diversi calciatori capaci di reggere la categoria. Lo avrebbe dimostrato un anno dopo, quando gran parte di quel gruppo riuscì davvero a mantenere la Serie A. Resta un paradosso. Confermare il ripescaggio avrebbe evitato a Pisa una delle più grandi delusioni della propria storia. Allo stesso tempo, però, avrebbe cancellato la notte di Cremona, il tuffo di Piovanelli e la voce di Aldo Orsini.

Commenti

Michele Bufalino
Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Ex collaboratore de "La Nazione" di Pisa fino a marzo 2025. Scrivo anche per Qui News Pisa e collaboro con Punto Radio.