L’ex bomber ricorda il gol decisivo di Mantova: “Provavamo quella giocata con Raimondi. I tifosi aiuteranno la squadra a risalire”
Una sola stagione è bastata a José Ignacio “Nacho” Castillo per entrare nella storia del Pisa. Arrivato nell’estate del 2007, l’attaccante argentino segnò 21 reti in campionato, stabilendo il primato nerazzurro in una singola stagione di Serie B. Un record ancora imbattuto. Il 22 Settembre 2007 decise anche Mantova-Pisa con un sinistro al volo su lancio di Gabriel Raimondi, firmando il primo successo conquistato dai nerazzurri al Martelli prima della vittoria di due anni fa decisa da un gol di Moreo. Dopo Pisa Castillo ha giocato in Serie A con Lecce, Fiorentina e Bari, chiudendo poi la carriera al Trapani. Oggi lavora come osservatore per il Bologna, con particolare attenzione al calcio sudamericano. Alla vigilia della nuova sfida tra Mantova e Pisa, Castillo ha parlato in esclusiva ai nostri microfoni.
Buongiorno Castillo, come sta? Di cosa si occupa in questo momento?
“Sto bene, grazie. In questo momento lavoro per il Bologna e mi occupo di scouting in Sud America. Sono responsabile dell’osservazione dei calciatori in quella zona. Seguo i giocatori, cerco di valutarne le qualità e di individuare profili che possano essere interessanti per il club. È un lavoro diverso rispetto a quello del calciatore, ma mi permette di restare nel mondo del calcio e di osservare da vicino tanti giovani”.

Mantova-Pisa è una partita importante per i nerazzurri. Nella stagione 2007-2008 un lancio di Raimondi arrivò sul suo sinistro e nacque uno dei gol più belli di quel campionato. Fu la prima vittoria del Pisa a Mantova. Cosa ricorda?
“Ricordo molto bene quella partita, perché fu una vittoria importante per noi. Anche il gol fu davvero bello. Quella giocata io e Gabriel Raimondi la provavamo spesso da soli durante gli allenamenti. Lui cercava il lancio lungo e io provavo ad attaccare lo spazio con il movimento giusto. A Mantova riuscì tutto alla perfezione: Gabriel fece un lancio di una cinquantina di metri e io colpii il pallone al volo con il sinistro. Fu un gran gol e ci permise di vincere una partita difficile. Sono ricordi che rimangono, anche perché quel successo conserva ancora oggi un valore particolare nella storia del Pisa”.
Sta seguendo il campionato dei nerazzurri? Che idea si è fatto della squadra?
“A dire la verità non sto seguendo con continuità la Serie B, perché il mio lavoro mi porta a concentrarmi soprattutto su altri campionati. So però che il Mantova ha cominciato bene la stagione, sta attraversando un buon momento e ha un allenatore preparato. Il Pisa, dall’altra parte, è una squadra costruita per lottare nelle prime posizioni e provare a vincere. Per questo mi aspetto una partita bella, combattuta e importante per entrambe”.

La retrocessione ha lasciato amarezza, ma la società sembra aver costruito una squadra in grado di ripartire. È d’accordo?
“Per quello che so, il Pisa ha fatto un grandissimo mercato e ha mostrato la volontà di rilanciarsi subito. Dopo una retrocessione non è mai semplice ripartire, perché bisogna ritrovare fiducia e affrontare un campionato molto equilibrato. La società, però, ha lavorato per mettere a disposizione dell’allenatore una squadra competitiva. Credo che il Pisa possa lottare per tornare in Serie A insieme alle altre grandi del campionato, come il Palermo. Poi in Serie B emerge sempre una sorpresa capace di inserirsi nelle prime posizioni. Il Pisa, comunque, ha fatto un lavoro importante e ha le possibilità per provare a risalire immediatamente”.

Recentemente abbiamo intervistato Luciano Zavagno, che ci ha parlato molto bene di suo figlio Tomas, anche lui attaccante e oggi nel settore giovanile del Bologna. Come sta andando il suo percorso?
“Tomas sta facendo il suo percorso nel settore giovanile del Bologna e in questi anni è cresciuto molto. Ha lavorato bene e adesso deve continuare a completarsi sotto tutti gli aspetti. È un attaccante dotato di un grande fisico e di una struttura importante, ma è ancora giovane e deve fare esperienza. Il prossimo passaggio potrebbe essere quello di andare in prestito per cominciare a confrontarsi con il calcio dei grandi e trovare maggiore continuità. Vedremo quale sarà la soluzione migliore. Deve continuare a lavorare con tranquillità e poi capiremo fin dove potrà arrivare”.

Cosa si sente di dire ai tifosi del Pisa?
“Il popolo pisano è sempre stato fedele alla squadra e sono sicuro che continuerà a esserlo anche dopo la retrocessione. È normale provare tristezza quando si scende di categoria, ma il Pisa disputa comunque un campionato importante come la Serie B e ha la possibilità di costruire un nuovo percorso. I tifosi hanno sempre seguito la squadra con passione e continueranno a farlo con la stessa mentalità. Il loro sostegno potrà aiutare i giocatori e la società a tornare in Serie A e, in futuro, a restare stabilmente nella massima categoria. Colgo questa occasione per salutare tutti i tifosi nerazzurri. Li ricordo sempre con grande affetto. In Italia sono stato molto bene e conservo bei ricordi di tutte le squadre nelle quali ho giocato, ma Pisa occupa un posto particolare. Voglio bene ai tifosi e spero di poter tornare un giorno in città. Un grande abbraccio a tutti”.


