Buona occasione per la squadra di Bianco per reagire alle ultime sconfitte e affrontare la lunga sosta con serenità, fiducia e ambizione. Siamo appena alla quinta giornata e parlare di finali è senza senso, né Mantova può essere una partita dalla quale far dipendere un’intera stagione. È però una di quelle gare capaci di cambiare il peso delle prossime tre settimane.


ALLA SOSTA SERENI – Il Pisa arriva all’ultimo appuntamento prima della lunga sosta dopo due sconfitte pesanti, sette reti subite e molte domande ancora aperte. Tornare dal Martelli con una vittoria significherebbe ritrovare serenità. Perdere ancora vorrebbe dire trascorrere tre settimane tra critiche, nervosismo e processi. Per questo la sfida contro la capolista assume un valore superiore ai tre punti. Il Pisa deve soprattutto ritrovare se stesso. Deve tornare a essere la squadra compatta e consapevole vista a Castellammare di Stabia, non quella che contro l’Entella ha smesso troppo presto di reagire né quella che a Firenze, dopo essere rimasta dentro la partita per un’ora, ha concesso un passivo troppo severo.

OLTRE LE FRAGILITÀ – I limiti emersi nelle ultime due gare non sembrano soltanto tattici. Quando la partita prende una direzione negativa, il Pisa fatica a restare lucido. Perde distanze, sicurezza e capacità di soffrire. Contro l’Entella è arrivato un crollo che non può essere spiegato soltanto con il modulo. Al Franchi, invece, il lavoro svolto per rimanere in gara è stato vanificato da due reti evitabili. È qui che la squadra deve compiere il passo più importante. Gli errori fanno parte di un percorso nuovo, ma non possono trasformarsi ogni volta in un cedimento collettivo. Servono attenzione, carattere e la forza di attraversare i momenti difficili senza disunirsi. Mantova, contro la formazione più in forma del campionato, è un esame importante.

La squadra esulta per la prima vittoria (Foto Gabriele Masotti)

AMBIZIONE E RESPONSABILITÀ – Sarebbe altrettanto sbagliato abbassare adesso l’asticella e pensare alla “salvezza”, come scrive qualcuno. Questa squadra è stata costruita per stare nella parte alta della classifica. Ha qualità, alternative e investimenti importanti alle spalle, è la rosa di maggior valore della categoria. Non significa avere il diritto di vincere ogni partita, ma il dovere di provare a essere competitiva per qualcosa di più della semplice permanenza in Serie B. L’obiettivo dichiarato da tutti è quello di andare in Serie A. Lo ha detto l’allenatore, l’hanno detto i giocatori, lo ha detto anche Corrado quando fu presentato lo sponsor Cetilar. L’ambizione è dunque responsabilità. Tutti devono dare qualcosa in più: i giocatori, l’allenatore e chi ancora si porta dietro le scorie della retrocessione. Le difficoltà iniziali non cancellano il valore della rosa, così come una vittoria non risolverebbe improvvisamente ogni problema. Serve equilibrio nel giudicare.

FIDUCIA NEL LAVORO – Paolo Bianco ha mostrato chiarezza nel raccontare i problemi della squadra in conferenza stampa. Non ha nascosto le fragilità e non ha cercato scorciatoie. Sta provando a costruire un Pisa capace di cambiare disposizione e modo di interpretare le partite. Per farlo serve tempo, ma anche il coraggio di correggere ciò che in questo momento non funziona. Tornare alle certezze non significa rinunciare alle proprie idee. Significa scegliere ciò che può dare maggiore sicurezza alla squadra in questa fase. Possibile dunque che il tecnico torni alla difesa a tre. La sosta offrirà poi tempo per lavorare sui nuovi meccanismi, sulle alternative e su quella duttilità che può diventare una risorsa nel corso della stagione. Lo stesso vale per i giovani. Rao e Primasso hanno dimostrato a Firenze di poter stare dentro questo gruppo. Coppola ha bisogno di giocare, sbagliare e crescere senza ricevere sentenze dopo poche presenze. Puntare sui ragazzi non può essere uno slogan valido soltanto fino al primo errore. Servono pazienza e misura, soprattutto quando si parla di calciatori che stanno ancora costruendo il proprio percorso.

UNA PARTITA PER RIPARTIRE – Vincere al Martelli restituirebbe fiducia e permetterebbe di affrontare la sosta con uno spirito diverso. È questa la vera posta in palio. Ritrovare il filo, la serenità e la consapevolezza di essere una squadra costruita per guardare avanti. A Mantova il Pisa deve tornare a riconoscersi.

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Michele Bufalino
Giornalista pubblicista pisano, nel 2009 ha scritto il libro ufficiale del Centenario del Pisa Calcio, il volume "Cento Pisa" per la CLD Libri. Nel 2010 ha portato alla luce lo scandalo delle bici truccate e collaborato con la giustizia italiana nell'inchiesta aperta dal PM Guariniello. Ha scritto "La Bici Dopata" suo terzo libro uscito ad Aprile 2011. Addetto stampa del CUS Pisa tra il 2013 e il 2015. Corrispondente da Pisa per Radio Sportiva. Conduce "Finestra sull'Arena", il talk show di Sestaporta TV in onda tutti i giovedì alle 21. Ex collaboratore de "La Nazione" di Pisa fino a marzo 2025. Scrivo anche per Qui News Pisa e collaboro con Punto Radio.