Il pareggio di Mantova lascia due sensazioni opposte. Da una parte c’è un Pisa capace di reagire, creare occasioni, ribaltare la capolista e giocare per lunghi tratti con personalità. Una formazione che riesce a strappare un punto sul campo della squadra più in forma del campionato insieme al Palermo, mandando finalmente in gol le punte. Dall’altra però ci sono i soliti errori, una partenza a handicap, un vantaggio perso al 93’ e la conferma di una fragilità difensiva che continua a condizionare il percorso della squadra. Il 2-2 del Martelli è un buon punto per il valore dell’avversario e per ciò che la squadra ha prodotto, ma fa male per il modo in cui è maturato.
IL SOLITO HANDICAP – Anche questa volta il Pisa ha cominciato la partita concedendo un vantaggio evitabile. L’azione dell’1-0 nasce dall’uscita alta di Primasso, prosegue senza un filtro efficace a centrocampo e termina con Gliozzi che passa in mezzo a Caracciolo e Canestrelli. Due difensori esperti si fanno sorprendere centralmente da un movimento leggibile. Confente si ritrova l’attaccante davanti e viene superato da un tiro che gli passa sotto le gambe, ma le responsabilità principali sono a monte. È un gol che riassume uno dei problemi più evidenti di questo inizio di stagione. Il Pisa difende spesso con molti metri alle spalle, porta pressione in avanti ma, quando il primo tentativo viene superato, lascia troppo spazio tra centrocampo e difesa. Un problema sistemico, è il modo con cui la squadra accompagna l’azione, protegge la linea e reagisce alla perdita del pallone che sta facendo la differenza in negativo. Bianco parla di atteggiamento e voglia di non subire. Si riparta da qui.
LA REAZIONE È DA SQUADRA FORTE – La differenza rispetto alla pesante sconfitta con l’Entella è nella risposta del campo. Il Pisa rimane nella partita, come aveva chiesto l’allenatore, ma soprattutto non si lascia trasportare dalla negatività, mettendo in difficoltà fortemente la squadra più in forma del torneo assieme al Palermo. Costruisce subito una grande occasione con Zanon, fermato da Bardi, e continua a mettere in difficoltà il Mantova. Il portiere biancorosso deve intervenire anche sul tentativo ravvicinato di Primasso, mentre i nerazzurri guadagnano campo e fiducia. Il pareggio di Pittarello arriva al termine di un’azione che premia la pressione e la lucidità. Il Pisa sfrutta un disimpegno sbagliato, Moreo legge prima di tutti il movimento del compagno e lo serve di prima. Pittarello scatta sul filo del fuorigioco e batte Bardi con freddezza. È il primo gol di una punta nerazzurra in campionato ed è una risposta importante anche sul piano individuale.
MOREO RESTA LA CERTEZZA – Se Pittarello trova il primo gol, Moreo si conferma il giocatore attorno al quale questo Pisa continua a riconoscersi. L’assist per l’1-1 e la rete del sorpasso raccontano soltanto una parte della sua partita. Il numero 32 si muove tra le linee, lega il gioco, accompagna l’azione e arriva dentro l’area con i tempi giusti. Il 2-1 nasce da un’azione sviluppata bene su tutta l’ampiezza. Angori avvia e rifinisce lo scambio con Tramoni, poi cambia gioco verso Zanon. La sponda dell’esterno destro trova Moreo, che anticipa tutti con il ginocchio. Fino a quel punto il Pisa ha sfidato la capolista nel palleggio e ha preso il controllo della partita. Anche gli esterni hanno avuto un ruolo decisivo. Zanon ha sfiorato il gol nel primo tempo, ha servito Moreo in avvio di ripresa e ha partecipato alla rete del vantaggio. Angori ha spinto con continuità e ha creato l’azione del 2-1. Quando il Pisa riesce a muovere il pallone da una fascia all’altra, la struttura scelta da Bianco acquista senso e diventa difficile da leggere.
IL 3-1 ANNULLATO CAMBIA L’INERZIA – La rete di Rao avrebbe probabilmente chiuso la partita. L’azione viene però cancellata per la posizione irregolare di Petagna, avanti di pochi centimetri. Il regolamento non lascia spazio a interpretazioni, anche quando il vantaggio dell’attaccante è praticamente inesistente. Una regola stupida che sta danneggiando tutto il calcio, non certo solo il Pisa e ci auguriamo possa cambiare in futuro. Personalmente ritengo sia necessario il ritorno alla “luce”. Da quel momento però la gara cambia volto. Il Mantova resta vivo, alza la pressione e porta il Pisa dentro una partita più sporca.
I CAMBI E UNA SQUADRA ANCORA IN RODAGGIO – La partita si modifica anche con le sostituzioni. Leone, poco incisivo e in difficoltà nel garantire filtro, lascia il posto a Vural. Poco dopo escono Moreo e Tramoni per Petagna e Rao. All’80’ terminano anche le gare di Primasso e Zanon. Non tutte le scelte possono però essere lette senza considerare la condizione fisica. Primasso aveva già speso molto e ha accusato i crampi. Caracciolo, al rientro da un periodo con poco minutaggio, ha faticato nel finale. Moreo e Pittarello non avevano ancora una partita intera nelle gambe. Bianco si è trovato a gestire diversi calciatori non al massimo e, con l’uscita di Primasso, ha modificato anche l’assetto difensivo. Il risultato è stato un Pisa più basso, meno compatto e incapace di accompagnare le uscite. Il 2-2 di Vlahovic nasce al termine di una triangolazione rapida che porta l’attaccante dentro l’area piccola. Al 93’, con il successo ormai vicino, la difesa viene aperta ancora una volta centralmente. È la seconda disattenzione grave della partita e costa due punti.
UN PUNTO POSITIVO, UNA BEFFA COSTRUITA – Un pareggio sul campo del Mantova non può e non deve essere considerato un risultato negativo in assoluto. Il Pisa resta nel gruppo delle squadre di medio-alta classifica e porta a casa la conferma di avere qualità offensive, alternative e margini importanti. La squadra ha prodotto più del Mantova per buona parte della gara e ha mostrato la mentalità che era mancata contro l’Entella tanto che lo stesso tecnico mantovano ha riconosciuto che il Pisa avesse giocato meglio. Allo stesso tempo sarebbe sbagliato nascondersi dietro il valore dell’avversario. Il Pisa aveva rimontato, era passato meritatamente in vantaggio e aveva costruito anche l’occasione per chiudere la partita. Poi è arrivata la beffa.
LA SOSTA DEVE SERVIRE DAVVERO, RIENTRA BOZHINOV – Le prossime settimane diventano preziose. Bianco avrà tempo per lavorare sulla protezione della linea, sul filtro del centrocampo e sulla gestione dei momenti. Il Pisa non può essere costretto ogni volta a rincorrere, né può pensare di vincere segnando sempre un gol in più dell’avversario. Occorre abbassare il numero delle occasioni concesse e imparare a difendere anche quando la partita perde ordine. La sosta consentirà inoltre di recuperare uomini e condizione. Bozhinov dovrebbe tornare a disposizione, Marras riprenderà il lavoro e diversi giocatori potranno mettere minuti nelle gambe. Il Pisa visto al Martelli è stato a tratti convincente e ha giocato alla pari, spesso meglio, della capolista. Rimane però una squadra dai due volti: forte quando attacca, fragile quando deve proteggersi; capace di ribaltare una partita, ma non ancora di chiuderla. È da questa contraddizione che Bianco dovrà ripartire.


