Possesso al Mantova, occasioni migliori al Pisa: 2,18 contro 1,98 negli xG. Moreo decisivo, Zanon e Tramoni inventano. Il padroni di casa hanno gestito più a lungo il pallone, ma il Pisa ha costruito occasioni più pericolose e avrebbe avuto i numeri per vincere. La differenza tra controllo territoriale e qualità delle conclusioni ci parla di una partita nella quale i nerazzurri hanno prodotto molto, senza riuscire a proteggere il vantaggio.
MENO POSSESSO, MA OCCASIONI MIGLIORI – Il Mantova ha chiuso con il 62% di possesso contro il 38% del Pisa. Anche il dato sui passaggi evidenzierebbe la differenza: 484 tentati dai padroni di casa e 289 dai nerazzurri, con una precisione rispettivamente dell’80% e del 70%. Il Pisa ha anche giocato con un baricentro più basso, altrimenti probabilmente lo stesso Caracciolo non sarebbe sceso in campo titolare. La squadra di Modesto ha quindi manovrato di più e con maggiore continuità, mentre quella di Bianco ha scelto un gioco più diretto. Il possesso, però, non si è tradotto in una superiorità offensiva. Le due squadre hanno effettuato 14 tiri ciascuna, ma il Pisa ne ha indirizzati cinque nello specchio contro i tre del Mantova. I nerazzurri hanno chiuso con 2,18 gol attesi, leggermente sopra l’1,98 dei padroni di casa. Anche il dato sulle grandi occasioni premia il Pisa, sei contro cinque, così come i tocchi nell’area avversaria: 25 contro 24. Ancora più significativa è la qualità delle conclusioni nello specchio. Il valore dei tiri effettivamente indirizzati verso la porta è stato di 2,42 per il Pisa e di appena 0,77 per il Mantova. In sostanza, la squadra di Bianco ha calciato meno volte fuori, tre contro otto, e ha obbligato Bardi a tre parate. Confente ne ha effettuata una.

IL PRIMO TEMPO DEL PISA – I numeri spiegano bene la reazione dopo il gol di Gliozzi. Nei primi 45 minuti il Mantova ha mantenuto il 62% del possesso e completato 210 passaggi contro i 111 del Pisa. Nonostante questo, i nerazzurri hanno prodotto 1,18 gol attesi contro 0,67, tre grandi occasioni contro una e 14 tocchi in area contro otto. Il Mantova ha tirato una volta in più, otto contro sette, ma il Pisa ha trovato lo specchio in tre occasioni contro due. Due grandi opportunità sono state mancate prima del pareggio di Pittarello. La sensazione vista dal campo, quella di una squadra capace di rimanere dentro la partita e creare pericoli pur senza comandare il possesso, viene quindi confermata dai dati.
LA RIPRESA CAMBIA DOPO IL VANTAGGIO – Nel secondo tempo il Pisa ha prodotto ancora sette conclusioni, due delle quali nello specchio, e un valore di un gol atteso. Il Mantova ha risposto con sei tiri e 1,31 gol attesi. La differenza sta soprattutto nel modo in cui sono nate le occasioni: i padroni di casa hanno generato un valore di 1,00 su azione, mentre il Pisa si è fermato a 0,25. I nerazzurri hanno invece costruito 0,75 gol attesi da situazioni di palla inattiva, comprendendo anche l’azione del 2-1 nata da una rimessa laterale. Dopo il vantaggio il Mantova è cresciuto territorialmente: 16 tocchi nell’area del Pisa contro gli 11 degli ospiti e quattro grandi occasioni contro tre.
UN PISA PIÙ DIRETTO – La squadra di Bianco ha completato soltanto 14 lanci lunghi su 54, il 26%, mentre il Mantova è arrivato al 44%. Molto migliore il rendimento sui cross: sette riusciti su 17, il 41%, contro i sei su 16 dei padroni di casa. Gli otto dribbling completati dal Pisa, a fronte di uno solo del Mantova, mostrano inoltre la capacità dei nerazzurri di creare superiorità individuale sugli esterni e tra le linee. Lo sviluppo offensivo si è concentrato soprattutto a sinistra sull’asse Tramoni-Angori: il 49% degli attacchi del Pisa è passato da quella zona, contro il 29% centrale e il 22% sulla destra. Le occasioni più importanti sono però arrivate anche attraverso il cambio di gioco verso Zanon, decisivo nel creare pericoli sul lato opposto.


