Il precedente invita alla prudenza nei giudizi: i brianzoli chiusero al terzo posto e conquistarono la Serie A attraverso i playoff. Il Pisa, però, deve trovare maggiore equilibrio.
COME UN ANNO FA – Sette punti dopo cinque giornate. La partenza del Pisa di Paolo Bianco coincide, almeno sul piano numerico, con quella del Monza allenato dallo stesso tecnico nella passata stagione. Un confronto che non offre garanzie sul futuro, ma aiuta a collocare l’avvio dei nerazzurri dentro un campionato ancora lunghissimo.

LA PARTENZA DEL MONZA – Un anno fa il Monza arrivò alla quinta giornata con due vittorie, un pareggio e due sconfitte. I brianzoli avevano superato Mantova e Sampdoria, pareggiato a Bari e perso contro Avellino e Padova. Proprio lo 0-1 casalingo contro i veneti lasciò la squadra di Bianco ferma a quota sette, con quattro gol segnati e quattro subiti.
LA DIFFERENZA COL PISA – La differenza più evidente riguarda il modo in cui sono maturati gli stessi punti. Quel Monza aveva mostrato una produzione offensiva ancora limitata, ma anche un certo equilibrio. Il Pisa ha invece già segnato e incassato otto reti: una squadra capace di costruire molto e di rendersi pericolosa, ma ancora troppo vulnerabile nei momenti decisivi. Anche a Mantova i nerazzurri hanno reagito al vantaggio iniziale di Gliozzi, hanno ribaltato la partita con Pittarello e Moreo e si sono visti sfuggire la vittoria al 93’.
LA CRESCITA E’ IMPORTANTE – Il precedente del Monza insegna soprattutto che una partenza senza accelerazioni non preclude un campionato importante. Dopo quel primo passaggio a vuoto, la formazione di Bianco trovò continuità, concluse la stagione regolare al terzo posto con 76 punti e ottenne la promozione attraverso i playoff. Anche il Venezia, che avrebbe poi vinto il campionato, dopo cinque giornate aveva raccolto appena un punto in più.
NON PUO’ ESSERE UN ALIBI – Naturalmente la fotografia del settembre nerazzurro, paragonato a quello brianzolo del 2025, non può diventare un alibi. Il Pisa deve correggere una fase difensiva che ha già concesso troppo e imparare a gestire meglio vantaggi e momenti della gara. Le qualità offensive sono emerse, così come la capacità di reagire alle difficoltà, ma serve maggiore continuità nell’arco dei novanta minuti. Il paragone con il Monza non autorizza quindi previsioni, ma suggerisce equilibrio nelle valutazioni. La sosta offrirà adesso al tecnico alcune settimane preziose per recuperare giocatori, migliorare la condizione generale e lavorare sui difetti evidenziati in questo primo tratto di stagione. Sette punti non bastano per essere soddisfatti, ma neppure per emettere sentenze.


