Otto gol subiti in cinque giornate, dodici contando la Coppa Italia. Una sola gara senza incassare reti: Bianco deve dare solidità alla squadra.
Quattro volte a rincorrere nelle prime cinque giornate. Otto gol subiti, una media di 1,6 a partita. Il primo problema che il Pisa deve affrontare nella sosta è scritto nei numeri: concede troppo e lascia quasi sempre agli avversari la possibilità di indirizzare il risultato. I sette punti raccolti descrivono la capacità di reagire di questa squadra, ma per trovare continuità serve ridurre il peso degli errori difensivi.
SEMPRE A RINCORRERE – Contro Padova, Catanzaro, Virtus Entella e Mantova i nerazzurri hanno incassato il primo gol dell’incontro. Quattro gare su cinque, l’80%: soltanto a Castellammare il Pisa ha sbloccato il risultato, vincendo poi 3-0. Il problema riguarda anche la necessità di dover recuperare quasi ogni volta. Con il Padova lo svantaggio è rimasto fino allo 0-1 finale. Contro il Catanzaro la squadra ha invece ribaltato la rete di Iemmello con Canestrelli e Leone, imponendosi 2-1. L’Entella ha aperto il punteggio già al 2’, costruendo poi il successo per 4-1. A Mantova è stato Gliozzi a colpire all’8’, prima della rimonta firmata Pittarello e Moreo e del definitivo 2-2 di Vlahovic al 93’. Dalle quattro partite cominciate in svantaggio sono arrivati quattro punti: una vittoria, un pareggio e due sconfitte.
LE PAROLE DI CORRADO – Mi tornano alla mente le parole di Giovanni Corrado l’11 marzo 2023 (link qui) dopo la sconfitta di Modena nel 2023 per 1-0. In sala stampa dichiarò: “Le partite non si riescono a ribaltare sempre, ribaltarle dev’essere un’eccezione, non una regola. […]. Per togliersi le soddisfazioni è necessario che le partite inizino come vogliamo noi, ecco perché non dobbiamo complicarci la vita da soli. Avremmo anche potuto vincere se non ci fossimo messi in una condizione negativa”. Quelle parole di Giovanni Corrado descrivono bene anche il problema del Pisa di oggi: la capacità di reagire non può diventare il rimedio abituale agli errori difensivi. Mantova ne è l’esempio. Partire sotto significa dover segnare due volte per vincere, spendere energie per recuperare e concedere all’avversario la possibilità di gestire il vantaggio. Le qualità offensive possono aiutare a rimediare, ma pretendere che bastino ogni settimana significa chiedere alla squadra uno sforzo supplementare continuo. La sosta deve servire soprattutto a ridurre la necessità delle rimonte. Migliorare l’approccio, limitare le disattenzioni e proteggere il risultato sono passaggi necessari per dare continuità anche a quanto di buono viene costruito in attacco. A Mantova il Pisa ha dimostrato di saper reagire. Adesso deve imparare a non mettersi da solo nelle condizioni di doverlo fare.
OTTO GOL IN CINQUE GARE – Lo dicono anche i dati. Una rete incassata dal Padova, una dal Catanzaro, quattro dall’Entella e due dal Mantova. L’unica porta inviolata resta quella di Castellammare. Otto gol al passivo sono troppi per una squadra che cerca stabilità, soprattutto perché coincidono con gli otto segnati: la produzione offensiva viene assorbita dalle concessioni agli avversari. All’Arena il bilancio è ancora più pesante: sei reti subite in tre incontri, esattamente due a partita, con il Pisa costretto a inseguire in tutte e tre le occasioni. Il 4-1 dell’Entella pesa per metà sul totale dei gol incassati in campionato. Tuttavia la frequenza degli svantaggi impedisce di ridurre tutto a quella serata. Ora bisogna invertire la tendenza.


