Filippo Inzaghi torna a parlare dell’addio al Pisa alla vigilia della partita dell’Arena, con allusioni e senza spiegare niente. Nelle dichiarazioni il tecnico rivendica il legame con la città, richiama una verità che i giocatori conoscerebbero e affida al tempo il compito di dargli ragione. Se vuole chiarire, chiarisca. Altrimenti smetta di riaprire la polemica sostenendo di volerla evitare.
Queste le sue parole in conferenza stampa. “Domani torno da avversario. Non ho mai voluto chiarire le cose, ma col tempo si è capito un po’. Porto nel cuore Pisa e i suoi tifosi, ho avuto una grande stagione. Ho a cuore i giocatori perché sanno la verità, avrei voluto raccontarla ma non volevo creare tensioni visto il campionato di Serie A. Il tempo è galantuomo e penso che i tifosi abbiano capito. Sarà stupendo tornare in un posto dove ho fatto un’impresa storica”.
Sono parole che meritano una risposta. Perché il punto della discussione è proprio quella chiarezza che, ancora oggi, continua a mancare. Ma è lui il primo a prestarsi a questa narrazione. Il problema è proprio questo: sostenere di conoscere una verità senza raccontarla crea tensioni, alimenta sospetti e lascia agli altri il compito di immaginare responsabilità.
Inzaghi dice di non aver voluto raccontare la propria verità per evitare tensioni durante il campionato di Serie A. Eppure, già nella presentazione a Palermo del Giugno 2025, aveva spiegato di aver capito che “qualcosa non andava per il verso giusto”, collegando la separazione al troppo amore per Pisa. Proprio così in realtà alimentò le tensioni che dice di non voler alimentare. Troppo comodo.
La promozione resta un’impresa storica e il merito di Inzaghi è fuori discussione. La gratitudine, però, lascia pieno diritto di criticare questo continuo dire a metà. Se vuole chiarire, chiarisca. Altrimenti smetta di riaprire la polemica sostenendo di volerla evitare.


