Sette vittorie e un pareggio per i rosanero. Otto punti separano le due squadre: il Pisa segna poco meno, ma paga le sconfitte interne.
Il Palermo di Filippo Inzaghi arriva all’Arena con i numeri della squadra da battere. Sette vittorie, un pareggio e nessuna sconfitta nelle prime otto giornate: ventidue punti sui ventiquattro disponibili, cinque lunghezze di vantaggio sul Mantova e otto sul Pisa. Il ritorno dell’allenatore della promozione aggiunge emozioni alla sfida, ma per Paolo Bianco il problema principale sarà contenere una squadra che finora ha mantenuto un ritmo da promozione diretta. Il Pisa però ha argomenti convincenti e potrebbe essere concretamente la squadra più accreditata per provare a battere la capolista.
IL CAMPIONATO DEL PALERMO – Il Palermo ha cominciato vincendo subito. All’esordio ha battuto la Juve Stabia per 1-0, poi sono arrivati il successo per 3-2 ad Arezzo e il 3-1 interno sulla Sampdoria. Tre vittorie nelle prime tre partite, prima dell’unico rallentamento: l’1-1 sul campo dell’Avellino. Da quel momento i rosanero hanno infilato altri quattro successi consecutivi. Prima il 2-1 sul Padova, poi il 4-2 a Empoli, il 2-0 a Mantova e infine il 2-1 contro la Carrarese. Un cammino nel quale il Palermo ha sempre trovato la porta e ha segnato almeno due reti in sei partite su otto, pur rischiando di fermarsi un altro paio di volte. Anche lontano dal Barbera il rendimento è alto: dieci punti in quattro trasferte, con tre vittorie e un pareggio, dieci gol segnati e cinque subiti.
VINCERE ANCHE NELLE DIFFICOLTÀ – La partita contro la Carrarese ha mostrato sia la forza del Palermo sia alcuni aspetti sui quali il Pisa potrà provare a lavorare. I toscani hanno creato occasioni, costretto Perin a interventi importanti e trovato il pareggio con Rubino al 74’, dopo il vantaggio di Johnsen. La squadra di Inzaghi, però, ha impiegato appena sei minuti per rimettere la testa avanti, grazie a Vavassori. È una delle qualità che distinguono la capolista: riesce a trovare la giocata decisiva anche quando la partita non procede come vorrebbe. La giocata singola, il gol negli ultimi minuti, tutte caratteristiche ascrivibili a un top team, dove anche il fattore “c” fa la sua parte. Allo stesso tempo, le occasioni concesse alla Carrarese ricordano che questa difesa può essere messa in difficoltà ed è lì che il Pisa dovrà cercare di colpire, pur migliorando e provando una maggiore precisione sotto porta.
QUALITÀ E ALTERNATIVE – Nell’ultima uscita Inzaghi ha schierato il Palermo con il 4-2-3-1. Davanti a Perin hanno giocato Cassandro, Magnani, Ceccaroni e Augello, con Ranocchia e Segre in mezzo al campo. Vavassori, Hernani e Johnsen hanno agito alle spalle di Pohjanpalo. Una disposizione che riunisce diversi giocatori capaci di creare occasioni e accompagnare l’azione offensiva. La profondità della rosa permette inoltre di cambiare uomini senza stravolgere la squadra. Contro la Carrarese erano disponibili, tra gli altri, Bani, Pierozzi, Gomes, Estevez, Mazzitelli e Gyasi. Nel turno infrasettimanale anche Inzaghi dovrà valutare le energie e le rotazioni. Palumbo, assente Domenica per un sovraccarico al polpaccio, resta una situazione da seguire in vista dell’Arena. Di fatto la sua situazione è molto simile a quella di Tramoni.
IL CONFRONTO CON IL PISA IN NUMERI – Gli otto punti di distanza nascono soprattutto dalla maggiore continuità dei rosanero. Il Palermo ha vinto sette volte, il Pisa quattro. I nerazzurri hanno aggiunto due pareggi, ma pesano le sconfitte interne contro Padova ed Entella. Sul piano dei gol, invece, il divario è più contenuto. Il Palermo ne ha segnati diciotto, il Pisa quindici: poco più di due a partita per i siciliani, poco meno di due per la squadra di Bianco. Le reti subite sono otto per Inzaghi e dieci per i nerazzurri, con una differenza reti rispettivamente di più dieci e più cinque. Anche il numero delle partite concluse senza incassare gol è identico: due a testa. Il Palermo ci è riuscito contro Juve Stabia e Mantova, il Pisa contro Juve Stabia e Vicenza. La differenza più evidente riguarda il rendimento casalingo. Il Palermo ha conquistato dodici punti su dodici al Barbera, mentre il Pisa all’Arena ne ha raccolti sei, frutto dei successi su Catanzaro e Cremonese. In trasferta, invece, entrambe sono imbattute: dieci punti per i rosanero, otto per i nerazzurri.


