Martedì 5 maggio, alle ore 17:30, presso la Domus Mazziniana, e in diretta sui canali social della Domus, verrà presentato il volume di Nicolas Rapetti “Né oblio né perdono”. Il libro ripercorre cinquant’anni di storia argentina, analizzando il complesso cammino tra memoria, processi per i crimini della dittatura e la ricerca di una giustizia che oggi, in un mutato scenario politico, appare nuovamente minacciata.
L’incontro, organizzato in collaborazione con ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), l’Associazione 24 marzo e l’insegnamento di Storia internazionale dell’età contemporanea del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa, vedrà la partecipazione dell’autore Nicolas Rapetti, sociologo e funzionario della Camera dei Deputati argentina. Nato in esilio a Torino nel 1978 da genitori militanti guevaristi, Rapetti ha vissuto tra Italia e Argentina, militando nell’organizzazione HIJOS e ricoprendo ruoli istituzionali di primo piano nella difesa dei diritti umani. A discutere con l’autore sarà Chiara Nencioni, docente e storica specializzata nello studio della Resistenza.
Chiuderà l’incontro la testimonianza di Alfredo Helman, storico militante democratico, protagonista delle lotte contro le dittature sudamericane a partire dagli anni ’60 del XX secolo.
In un momento in cui le conquiste storiche su verità e giustizia sono messe pericolosamente in discussione, l’incontro alla Domus Mazziniana rappresenta un’occasione fondamentale per ribadire il valore della memoria come strumento di cittadinanza attiva.
L’incontro sarà trasmesso sui canali social (Youtube e Facebook) della Domus Mazziniana. L’ingresso è libero e gratuito fino ad esaurimento posti. Piena accessibilità della sala.
Per informazioni: eventi@domusmazziniana.it – tel. 05024174.
Il volume
Il volume si basa su fonti ufficiali, documenti d’archivio e testimonianze dirette per offrire una visione d’insieme sulla resistenza argentina. Al centro del racconto, l’epopea delle Madres e Abuelas de Plaza de Mayo: inizialmente derise come “le pazze della piazza”, sono state capaci di trasformare un dolore privato in un movimento collettivo e pacifico, inventando forme di lotta che hanno reso possibile il Juicio y castigo (processo e punizione) per i responsabili della repressione.



