Busketo: L’uomo, la cattedrale e i suoi amori. Lo spettacolo torna in scena al cinema teatro Nuovo il 17 marzo. Dopo la prima rappresentazione dello scorso 2 dicembre al Teatro S. Andrea, torna in scena, atteso da molti, compresi quelli che non riuscirono a procurarsi un biglietto di ingresso perché il teatro si riempì in un batter d’occhio, al Cinema Teatro Nuovo il prossimo 17 marzo.

La Compagnia Teatrale «Il Gabbiano», espressione dell’omonima Associazione Culturale, ripropone a Pisa una storia tutta pisana. È la parabola della vita dell’architetto noto col nome di Busketo (in realtà sembra si chiamasse Sahl) che, venuto dalla lontana Siria con l’incarico di progettare la nuova cattedrale, si trova ad affrontare la vita e la morte; conosce l’animo buono del soccorritore, l’opposizione politica di un vescovo coriaceo, la difficoltà di integrazione dello straniero guardato a volte con sospetto, ma finisce col convincere tutti del suo valore e della sua arte quando svela alla città e al popolo pisano la meraviglia del suo progetto, che anche noi oggi possiamo ammirare nella sinfonia marmorea della cattedrale di Pisa.

Il dramma che va dunque in scena, «Busketo e il raggio di sole», è una storia umana, una parabola dell’esistenza di molti di noi, alle prese con le difficoltà da superare, il rispetto da conquistare e, perché no, gli amori da vivere: elementi della vita che Nusketo dovrà imparare a sue spese, a costo di cocenti delusioni, ma anche grazie a dolci affermazioni, come varrà nel caso dell’amore della sua vita, donna Cecilia.

Il testo teatrale è tratto dal romanzo di Sergio Costanzo «Io, Busketo», edito da Linee Infinite, ed è un parto drammaturgico di Daniela Bertini, sostenuta dall’intervento di Stefano Doroni, che insieme hanno prodotto la riduzione teatrale dell’opera letteraria. Altra colonna portante è la struttura musicale ideata da Antonio Gentilini, che è in realtà il primo «progettista» di quest’opera, che si snoda in una serie di canzoni che si pongono nei punti nodali del dramma a meglio sottolinearne la pregnanza e il significato. Si uniscono all’opera musicale di Gentilini due brani musicali di Stefano Doroni e due canzoni appositamente scritte dalla poetessa Valeria Serofilli. La regia dello spettacolo è affidata a Daniela Bertini.

Il dramma può fregiarsi di interpreti di tutto rilievo, a partire dal tenore Alessandro Carmignani nei panni del Console Orlandi, al soprano Jennifer Schittino in quelli di donna Cecilia; il ruolo del protagonista Busketo è affidato ad Antonio Gentilini, mentre quello della «presenza narrante» che accompagna tutto il dipanarsi dello spettacolo è interpretato da Stefano Doroni. Seguono, niente affatto in secondo piano ma anzi fondamentali per l’economia drammaturgica, tutti gli altri interpreti. Da Alessandro Giannerini, Antonella Cenci e Maria Chiara De Neri, nei panni del soccorritore di Busketo (Ottavio, sua moglie Altea e la figlia Sista). A Guido Martinelli, nei panni del coriaceo e serpentesco vescovo Guido da Pavia; a Matteo Martorana in quelli del giovane architetto Rainaldo, erede artistico del maestro Busketo; a Juan Martin Diantoni, che interpreta il giovane Sahl in arrivo dalla Siria, al noto attore della Brigata dei Dottori Alfonso Nardella, che incarna Fares, il padre del futuro Busketo. Completano il cast le ballerine della scuola Art Ballet School di Navacchio, magistralmente preparate e dirette dalla maestra Laura Bascherini.
In supporto, Massimo ed Elia Di Paco e i figuranti della Libera Compagnia d’Arme delle Tre Fiere.

Ma sopra tutto e tutti, di certo last but not least, protagonista della storia è la nostra cattedrale, il cui meraviglioso modello che perfettamente la riproduce è stato realizzato da un vero artista che è Gianfranco Pellegrini.

L’appuntamento, per la città potremmo dire, per iniziare i festeggiamenti del Capodanni Pisano, è dunque al Cinema Teatro Nuovo, in Piazza della Stazione a Pisa, il prossimo sabato 17 marzo sera: per scoprire qualcosa della storia di Pisa nella magica ricostruzione del teatro, che permette, con le sue luci, i suoi suoni, le voci degli attori, che ogni sogno possa prendere i panni della realtà.

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