Sabato 25 luglio l’Orchestra Giovanile della Toscana terrà il concerto “Suoni dal Settecento” nel Parco urbano della Cittadella (ore 21.00, area Arena). Il concerto è inserito nel programma per la inaugurazione.

In programma l’esecuzione di composizioni di Giovanni Battista Martini, dell’austriaco Christian Joseph Lidarti che trascorse la sua carriera artistica proprio a Pisa, di Antonio Vivaldi e Carl Philipp Emmanuel Bach.

Fondata a Pisa nel 2020 dal violoncellista Gabriele Bracci, attuale direttore artistico nonché presidente in carica, l’Orchestra Giovanile della Toscana. L’Orchestra è composta da musicisti di età compresa tra i 18 e i 35 anni provenienti da Conservatori e Istituti Superiori di Studi Musicali di tutta la Toscana: studenti, neolaureati e giovani professionisti. Dal 2025 l’OGT è l’orchestra residente del Teatro Verdi di Pisa.

È composta da: Michele Barbieri, direttore al clavicembalo; Tommaso Della Croce, flauto solista; Alessandro Arieti, Chiara Bosco, violini primi; Marta Boschis, Francesco Corrado, violini secondi; Matilde Giorgis, viola; Gabriele Bracci, violoncello; Alessandro Cirillo, contrabbasso.

Dalle note di sala di Gabriele Bracci:

Il programma del concerto è interamente dedicato a musica composta intorno alla metà del Secolo dei Lumi, un’epoca nella quale al rigore e alla stravaganza del contrappunto di stampo barocco si cominciarono a prediligere la cantabilità, il ritmo e l’eleganza formale che portarono i critici a definire questo nuovo linguaggio come “Stile Galante”. In apertura del concerto una brillante Sinfonia composta da Padre, conosciuto al suo tempo come “il Maestro dei Maestri”, ovvero la più dotta figura del firmamento musicale europeo. Martini visse tutta la vita a Bologna dove presso l’Accademia Filarmonica istruì all’arte della composizione alcuni tra i più importanti musicisti della sua epoca, tra i quali Mozart. Il sapiente frate francescano dedicò per ovvie ragioni buona parte della sua produzione al repertorio sacro, tuttavia sono giunte fino a noi anche alcune composizioni strumentali, nate sicuramente grazie a occasioni di tipo mondano, che denotano un linguaggio molto moderno per l’epoca, seguace dei nuovi gusti musicali “alla moda”. A Seguire verrà eseguita una breve e graziosa sinfonia del musicista austriaco di origini italiane. L’autore, che a 21 anni torna definitivamente nel Paese dei suoi antenati, trascorre quasi tutta la sua carriera creativa proprio a Pisa, dove vive ininterrottamente dal 1757 fino alla morte avvenuta nel 1795. Nella storia della Città Alfea, Lidarti è stato sicuramente la più importante figura musicale, affiancandosi ad altri numerosi e valenti autori oggi egualmente misconosciuti ai più, guadagnandosi l’apprezzamento del pubblico e la stima dei colleghi, sia in Italia che all’estero. Allievo del sopracitato Padre Martini, Lidarti dedica la sua variegata e ricca produzione a quasi ogni genere musicale coltivato all’epoca, in particolare alla musica strumentale, della quale fu numericamente parlando il più prolifico autore operante in Toscana nel secondo Settecento. Proprio a Lidarti sta dedicando un progetto di valorizzazione e di ricerca musicologica Gabriele Bracci, direttore artistico dell’Orchestra Giovanile della Toscana. A metà del nostro viaggio musicale trova posto un concerto per archi del celeberrimo Antonio Vivaldi, compositore e virtuoso di violino operante principalmente a Venezia. Seppur appartenente alla generazione precedente rispetto agli altri autori presenti nel programma, Vivaldi fu di grande ispirazione per i contemporanei grazie ad uno stile particolarmente innovativo e unico, basato anch’esso sulla ricerca di idee musicali incisive e ritmiche, dall’effetto immediato sull’ascoltatore. Particolarmente degni di nota sono l’Allegro iniziale basato sull’ossessiva ripetizione di un basso ostinato, che nel movimento finale si trasforma in un turbinio di veloci note affidate agli strumenti bassi. Il più importante brano del programma, posto alla sua conclusione, è il concerto in re minore per flauto e archi di Carl Philipp Emmanuel Bach. Uno dei tre più illustri figli musicisti del più celebre padre Sebastian, vissuto quasi tutta la vita a Berlino, dove lavorava come clavicembalista e compositore presso la corte di Federico II di Prussia, sovrano illuminato e appassionato flautista. Pietra miliare del repertorio flautistico, il virtuosistico concerto appartiene al filone del cosiddetto Empfindsamer Stil, o “stile sentimentale”, un linguaggio musicale che prediligeva il voler esprimere i sentimenti naturali dell’uomo utilizzando il contrasto di umori differenti spesso in repentino cambiamento tra loro. Questo stile risente a pieno del nascente movimento letterario dello Sturm und Drang, che porterà in seguito alla nascita del primo Romanticismo Tedesco.

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Elisa Bani
Direttore responsabile di Sestaporta.news. Giornalista pubblicista ha lavorato dieci anni a PuntoRadio come redattrice e speaker. Collaboratrice per il quotidiano La Nazione, ha inoltre diretto l'ufficio stampa dei Comitati territoriale e regionale dell'ente di promozione sportiva Uisp.