Il casting per la panchina del Pisa è ormai giunto ai titoli di coda, ma l’identità del nuovo tecnico rimane sigillata nelle riflessioni dell’azionista di maggioranza, Alexander Knaster. Dopo un lungo periodo fatto di vertici societari, sondaggi e screening approfonditi sui vari profili, il patron nerazzurro è pronto a calare l’asso, effettuando una scelta cruciale per le sorti e le ambizioni del club.
La rosa dei papabili si è ristretta a quattro nomi. Il denominatore comune? Tutti vantano una profonda conoscenza della Serie B e, soprattutto, hanno già firmato in carriera il salto di categoria verso la massima serie. Un requisito non negoziabile per una piazza che vuole azzerare le scorie della recente retrocessione e ripartire subito con il piede giusto.
Allo stato attuale delle cose, la volata finale sembra essere una questione riservata principalmente a un terzetto di tecnici, con una quarta opzione leggermente più defilata, ma non esclusa:
Paolo Zanetti. Gode di fortissima considerazione. Il mister ha espresso grande entusiasmo per la piazza toscana e per le linee guida del nuovo progetto, un’apertura che la dirigenza ha apprezzato particolarmente.
Fabio Pecchia. Resta uno dei profili più corteggiati e stimati per bacheca ed esperienza, nonché il primo nome su cui si è orientato il Pisa, nonostante su di lui si stiano muovendo anche altri club concorrenti.
Marco Baroni. Ha guadagnato prepotentemente terreno nelle ultime ore, imponendosi come una fiches di assoluto valore per una società determinata a recitare un ruolo da protagonista. Deciderà Knaster.
Paolo Bianco. Sullo sfondo resta viva l’idea che porta all’ex Modena, molto stimato dalla dirigenza, la cui strada è però legata a doppio filo ad alcuni nodi contrattuali ancora da sciogliere con il Monza. Un intoppo burocratico che ne rallenta l’affondo rispetto ai rivali.
I colloqui iniziali sono ormai archiviati. Adesso il focus si sposta interamente sulla sintesi strategica. L’ultima parola spetta insindacabilmente a Knaster. Il patron potrebbe limitarsi a confermare l’orientamento emerso dai summit dirigenziali o, per dirla alla Alessandro Alessandro Borghese, ribaltare completamente il verdetto all’ultimo secondo. Prima della fumata bianca, tuttavia, il Pisa dovrà formalizzare l’addio definitivo con la precedente gestione tecnica guidata da Oscar Hiljemark. Subito dopo, ogni momento sarà quello buono per l’annuncio ufficiale.



