Da Ricci a Knaster cambia la strategia del mercato: pochi acquisti dall’estero all’inizio, poi crescita costante fino al 55% nel 2025-26.
I numeri raccontano una trasformazione evidente nelle dinamiche del mercato nerazzurro. Guardando al rapporto tra acquisti totali e acquisti da fuori Italia, il Pisa passa da stagioni quasi “solo italiane” a un mercato sempre più internazionale. La svolta si vede soprattutto dall’era Knaster in poi: nelle ultime due annate la quota di stranieri supera il 40% e poi il 50%. Il salto di qualità della società e nei risultati coincide proprio con l’arrivo di Knaster e questa nuova strategia, anche se in questa stagione non ha ottenuto i frutti sperati.
Nel 2016-17, all’arrivo di Corrado e Ricci il dato è netto: 0 giocatori dall’estero su 21 acquisti, quindi 0,0%, con la sola eccezione di Milanovic, svincolato, ma con la procura italiana. Nel 2017-18 si registra il primo innesto da un team estero: 1 su 27, pari al 3,7%, con Lidin dalla Svezia. Nel 2018-19 i giocatori acquistati da fuori confini italiani diventano 2 su 24 (8,3%): Buschiazzo e ancora Lidin, stavolta riscattato.
Nel 2019-20 si torna a 0 su 23, quindi 0,0%, senza innesti da fuori Italia. Anche nel 2020-21, stagione in cui arriva Knaster (però alla fine della sessione di mercato invernale), si resta senza acquisti da oltralpe: 0 su 12, cioè 0,0%.
Il cambio di passo si vede nel 2021-22: 4 giocatori da squadre ester su 23 acquisti, quindi 17,4%. In quella stagione arrivano Cohen (Maccabi), Puscas (Reading), Hermannsson (Brondby) e Nagy (Bristol). Nel 2022-23 il dato sale ancora: 4 su 20 (20,0%), con Rus (Fehevar), Jureskin (Sered), Morutan (Galatasaray) ed Esteves (Porto).
Nel 2023-24 c’è una frenata: 2 giocatori da fuori Italia su 15, quindi 13,3%. I nomi sono Mlakar (Spalato) ed Esteves (riscatto dal Porto). Poi arriva l’impennata del 2024-25: 7 calciatori da squadre straniere acquistati su 16 acquisti, cioè 43,8%. La lista comprende Lind (Silkeborg), Leris (Stoke City), Jevsenak (riscatto Benfica), Hojholt (Aalborg), Morutan (prestito Ankaragucu), Solbakken (Sparta Praga) e Meister (Rennes).
Il 2025-26 è il punto più alto: 11 calciatori da squadre estere rilevati su 20, quindi 55,0%. Arrivano Durosinmi (Plzen), Bozhinov (Anversa), Meister (acquisto Rennes), Stojilkovic (Cracovia), Loyola (Independiente), Lorran (Flamengo), Mbambi (Gent), Iling (Aston Villa), Denoon (Zurigo), Stengs (Feyenoord) e Albiol (svincolato da estero).
Il quadro complessivo è questo: con la famiglia Corrado e la presidenza Ricci sono arrivati calciatori stranieri, ma già all’interno dei confini italiani e acquistare all’estero era un’eccezione, spesso limitata a uno-due innesti in annate specifiche. Con Knaster, dopo un primo periodo ancora “di transizione”, a partire dal terzo anno di Serie B il mercato cambia volto. Dal 2021-22 in poi infatti la presenza estera diventa una componente stabile, fino all’accelerazione netta delle ultime due stagioni, quando gli acquisti da fuori Italia passano da scelta occasionale a vera linea tecnica e industriale.
Il dettaglio in percentuali di acquisti da fuori Italia sul mercato stagione per stagione
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2016-17: 0 su 21 = 0,0%
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2017-18: 1 su 27 = 3,7%
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2018-19: 2 su 24 = 8,3%
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2019-20: 0 su 23 = 0,0%
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2020-21: 0 su 12 = 0,0% (a fine gennaio Knaster rileva il Pisa)
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2021-22: 4 su 23 = 17,4%
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2022-23: 4 su 20 = 20,0%
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2023-24: 2 su 15 = 13,3%
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2024-25: 7 su 16 = 43,8%
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2025-26: 11 su 20 = 55,0%




