In queste ore è circolato il volantino distribuito in Curva Nord e condiviso da alcuni tifosi sui canali social. Lo riprendiamo per dovere di cronaca e far capire cosa ne pensa la tifoseria più calda del momento nerazzurro.
Questo il testo: “Le palle girano a tutti. Questo è bene metterlo in premessa. Non avremmo voluto la luna ma anche tornare in Serie A dopo 34 anni e far questo tipo di campionato è pesante. Ci sarà il momento di tirare una linea e analizzare gli errori, ne verranno fuori tanti, da parte di tutte le componenti, noi compresi. Quando le cose vanno bene il merito è giusto che sia condiviso (è per quello che sentiamo nostra la promozione in Serie A, o in generale la risalita dalle categorie inferiori e l’arrivo di una nuova proprietà), quando vanno male, la colpa non è solo di uno o di una sola cosa. Comunque andrà a finire, ci sarà da analizzare e capire quello che non è andato per far tesoro delle cazzate e non farne più, o farne meno. Siamo convinti però che ognuno da parte sua ce l’ha messa tutta e per questo corso d’opera non ci sentiamo di metterci lì a recriminare, puntualizzare, riprendere. Riguardo la squadra, crediamo che di passi falsi, e intendiamo occasioni in cui ha deluso dal punto di vista dell’agonismo e della voglia, ne abbia fatti pochi. Non ha fatto bene a Firenze, ma non vogliamo ancora attaccarla o criticarla. Se quest’anno con 7 sconfitte casalinghe su 12 non si è sentito un fischio allo stadio qualcosa avrà voluto dire. Qualcosa di buono questi giocatori avranno dimostrato, in buona parte sono gli stessi dello scorso anno che abbiamo esaltato e a cui abbiamo riconosciuto di essere combattenti. Questo non vuol dire che se la squadra mollerà non ci faremo sentire. Le categorie, per determinati valori che abbiamo, non contano. Però ricordiamoci che prima di chiedere a una squadra di non arrendersi, di continuare a lottare con grinta e determinazione, dobbiamo farlo noi. L’esempio dobbiamo darlo noi, prima di tutto per l’orgoglio che ci ha sempre contraddistinto come tifoseria anche nei tempi più bui che tutti citano e che i più vecchi hanno visto: l’orgoglio per la maglia e per la nostra città. Per questo, ben lungi dal disertare, non ci vedrete sulla riva del fiume ad aspettare che passi il cadavere (che poi è il nostro), ci vedrete in piedi, a cantare a squarciagola per oltre 90 minuti. Siamo convinti che molti condivideranno queste righe e ci aiuteranno a mantenere l’Arena Garibaldi uno stadio con una tifoseria che fortunatamente ci invidiano in molti. Il nostro pensiero è uno solo: LOTTARE FINO ALLA FINE. Valeva prima e vale ancor di più, oggi, in serie A, dopo tutti i sacrifici che ci sono voluti per arrivarci. Si può perdere in campo ma non sugli spalti. Firmato “PISA NON SI PIEGA””.
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